Sicurezza
Montagna, doppia fusione a due. Con Sambuca fuori
SAMBUCA. Fusioni di Comuni? Un futuro inevitabile per la Montagna pistoiese, però col matrimonio a due. O almeno questa è l’idea che oggi prevale fra i sindaci. Al di là della propaganda elettorale,...
SAMBUCA. Fusioni di Comuni? Un futuro inevitabile per la Montagna pistoiese, però col matrimonio a due. O almeno questa è l’idea che oggi prevale fra i sindaci. Al di là della propaganda elettorale, anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi, durante la sua visita in montagna, si è espresso chiaramente. «Acclamo la fusione fra Abetone e Cutigliano – ha detto– e la costituzione di un comune dell’Alta montagna pistoiese».
E dopo essersi detto favorevole alle fusioni, processi che liberano risorse e che favoriscono i rapporti fra Regione e Comuni, ha invitato anche San Marcello e Piteglio a fondersi. Ciò sembra aver contribuito a fare un po’ di chiarezza sulla posizione dei singoli Comuni. Se i sindaci di Abetone e Cutigliano rilanciano con forza la richiesta di un referendum, non appena insediata la nuova giunta regionale, per il comune unico della Montagna Alta, anche i primi cittadini Silvia Cormio di San Marcello e Luca Marmo di Piteglio mostrano interesse per la fusione a due. «Una fusione non è più prorogabile – dichiara Cormio – da presidente, devo rilevare che l’Unione dei comuni è sempre più traballante. I problemi sono ingenti: non so per quanto ancora riusciremo a resistere». L’Unione deve barcamenarsi fra le crescenti difficoltà di cassa: alcuni Comuni membri, a loro volta carenti di liquidità, non riescono a far fronte al pagamento delle spese per i servizi in Unione e non c’è ancora un accordo sull’esatta ripartizione delle spese. «Non appena insediata la nuova amministrazione – prosegue Cormio -andrò in Regione per chiedere il referendum per la fusione. Il nostro primo obiettivo era la fusione a 4 ma, vista la mancanza di volontà di altri Comuni, la fusione con Piteglio è la migliore soluzione».
«Non sono mai stato un fautore dell’Unione – spiega Marmo – parlando di ambito ottimale, non certo il comune di 2.200 abitanti e 56 dipendenti che risulterebbe unendo Piteglio e San Marcello, la Regione dovrebbe intraprendere percorsi più coercitivi. Ma la fusione Piteglio-San Marcello è un’ottima alternativa paracadute, apprezzata anche dai cittadini che ritengo giusto far esprimere comunque su entrambe le ipotesi».
Sambuca, quinto comune dell’Unione, resterebbe tagliato fuori. «Credo che unendo due piccoli comuni falliti si ottenga solo un nuovo comune di poco peso e con problemi di bilancio – spiega il sindaco Fabio Micheletti – Sambuca potrebbe fondersi con Pistoia o fare i servizi associati coi Comuni emiliani dell’Alto Reno, dopo aver ottenuto la modifica della legge regionale che abbiamo già richiesto. Non potremo prescindere da una consultazione dei cittadini. In ogni caso è inutile che i candidati alle elezioni regionali vengano in montagna a lanciare spot elettorali. I veri problemi non sono di ingegneria istituzionale, ma i contenuti. Appoggerò solo chi sottoscriverà una Carta dei diritti del cittadino delle montagna in cui si stabiliscano gli standard minimi dei servizi da erogare, a partire dalla sanità».
Elisa Valentini
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