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Tagli alle Poste, il prefetto di Pistoia scrive al ministero

Tagli alle Poste, il prefetto di Pistoia scrive al ministero

Incontro a Palazzo del governo con i rappresentanti delle località colpite da chiusure e riduzioni

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PISTOIA. Cercano un dialogo, una mediazione, i quindici rappresentati di proloco e comitati cittadini delle 12 località pistoiesi colpite dai provvedimenti di Poste Italiane. Per portare avanti la lotta contro il rischio di chiusura e riduzione d’orario degli uffici postali delle loro comunità (Villa di Baggio, Baggio, Tobbiana, Iano, Candeglia, Le Grazie, Sammommè, Cireglio, Pracchia, Piteccio) i quindici rappresentanti ieri mattina hanno incontrato il prefetto Angelo Ciuni e il capo di gabinetto Roberto Caiati.

Durante l’incontro, che si è svolto nel palazzo della prefettura di Pistoia in piazza Duomo, il prefetto Ciuni si è impegnato a scrivere un rapporto al Ministero, dove farà presente le motivazioni dei cittadini e le problematiche che il provvedimento di Poste Italiane potrebbe portare sul territorio secondo gli abitanti interessati.

«Il prefetto ha specificato di essere solo un tramite» spiega Marco Tosi, responsabile del centro sociale il Meo a Villa di Baggio. La chiusura in tronco di questi uffici postali potrebbe portare molti problemi alle zone montane, pedemontane e collinari interessate: «Le nostre comunità sono composte soprattutto da anziani – spiegano i rappresentanti – per i quali diventa ancora più difficile spostarsi verso altri uffici postali che eventualmente rischierebbero di avere un carico di lavoro raddoppiato».

“Queste zone hanno spesso servizi di trasporto pubblico meno frequenti – continuano – e inoltre non sempre sono coperte dalla banda larga e i servizi sul web diventano poco fruibili, come fa un anziano ad usufruire dei servizi di home banking o postamat?». Intanto, Poste Italiane ha decretato uno stop nell’attuazione dei provvedimenti che potrebbero portare alla chiusura dei 9 uffici postali e alla riduzione d’orario di altri 3 di queste piccole comunità.

«Intorno a marzo scorso Poste Italiane ha comunicato uno stop, rimandando la cancellazione e chiusura dei nostri uffici postali, uno stop di 60giorni si pensava – spiegano Marzo Tosi e Enrico Miniati, del comitato paesano di Iano – La paura è che finite le elezioni regionali, chiudano in tronco senza la possibilità di dialogare». All’orizzonte sembra esserci però la decisione di Poste Italiane di aprire un dialogo con il presidente della Regione Toscana e con le amministrazioni locali.

Intanto, gli uffici postali di queste 12 località continuano a lavorare.»Le Poste di Tobbiana funzionano e lavorano moltissimo, essendo anche l’unico presidio delle poste rimasto a livello locale (quello di Fognano ha chiuso anni fa) – spiega Tiziano Tonnaccini, di Tobbiana – Qui non ci sono altri servizi, come quello bancario, e lo sportello è spesso affollato da molta gente che viene anche da fuori».

I rappresentanti dei comuni interessati aspettano ora la convocazione dell’assemblea dei sindaci della provincia, «che dovrebbe esserci a breve», e preparano una manifestazione di protesta, alla quale prenderanno parte anche i sindacati. «Portiamo avanti anche la raccolta firme– concludono – che al momento è arrivata a contarne circa 5.000 su tutto il territorio».

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