Sicurezza
In carcere per gli abusi sulle nipotine
Pistoia, condanna definitiva per un piccolo artigiano edile: dovrà scontare in cella sei anni e mezzo di pena residua
PISTOIA. Attirandole con lusinghe e rassicurandole con il suo modo di fare sempre delicato e molto graduale, per anni aveva abusato di loro, fin dalla più tenera età. Per poi comprare il loro silenzio con la promessa di regali. Un silenzio che si è protratto fino a quando una delle nipoti, ormai maggiorenne, dopo aver avuto con lui un acceso litigio, lo aveva querelato. E, durante la sua deposizione davanti alle forze dell'ordine, si era sfogata raccontando che, oltre tutto, quando la ospitava a casa sua, di notte, lo zio entrava nel suo letto e la toccava.
Scattate le indagini di squadra mobile e carabinieri di Pistoia, era emerso che almeno altre tre nipoti avevano subito negli anni gli stessi abusi sessuali. Nel dicembre 2011 lo zio, che oggi ha 49 anni (non scriviamo le generalità per tutelare l'identità delle sue giovani vittime), era stato arrestato su disposizione del gip, per poi essere condannato, nel dicembre successivo, a 12 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata e continuata.
Ieri, per l’uomo, muratore e piccolo artigiano edile domiciliato a Pistoia, da allora agli arresti domiciliari, si sono spalancate di nuovo le porte del carcere. I carabinieri gli hanno notificato l’ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla procura presso la corte d'Appello di Firenze: dovrà scontare in cella la pena residua di sei anni e mezzo di reclusione.
Le prime vittime ad essere individuate nel corso dell'inchiesta condotta dal pm Giuseppe Grieco erano state le nipotine “acquisite” dell'uomo, le tre figlie, cioè, della sorella della sua compagna. Poi era emerso che lo stesso tipo di abusi il quarantanovenne muratore li aveva compiuti anche sulle nipotine “di sangue”, le figlie di suo fratello morto, tra le quali, appunto, la ragazza maggiorenne che lo aveva denunciato.
Proprio nel corso del processo di primo grado, a sorpresa, era emerso che aveva abusato anche delle sorelline di lei: le ragazzine, chiamate a testimoniare, avevano ammesso davanti ai giudici di aver subito le stesse attenzioni morbose patite dalla sorella più grande. Secondo quella che è stata la ricostruzione dei fatti da parte della procura, le violenze (consistite complessivamente sempre e solo in palpeggiamenti, reciproche masturbazioni e baci molto intimi da parte dell’uomo ma mai in rapporti completi) erano iniziate già nel 2002, anche quando le bimbe avevano appena 4-5 anni, per terminare solo nel 2010.
La ragazza poi diventata maggiorenne aveva addirittura raccontato che su di lei gli abusi si erano verificati già nel 1994 (reati estinti per prescrizione). Le ragazze avevano raccontato che lo zio approfittava delle occasioni in cui rimaneva solo con loro a casa della compagna o, durante i fine settimana, a casa della nonna.
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
