Il Tirreno

Pistoia

Aule chiuse, tanti insegnanti a Roma

Aule chiuse, tanti insegnanti a Roma

Poco meno di duecento docenti pistoiesi alla manifestazione nazionale contro la riforma proposta dal governo

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PISTOIA. Un’adesione davvero importante quella fatta registrare ieri mattina da parte degli insegnanti pistoiesi per lo sciopero contro la riforma della cosiddetta “buona scuola” propugnata dal governo Renzi, che riguarda il piano assunzioni dei docenti, le supplenze, la formazione ed i benefit per i professori.

Sono circa 140 i docenti partiti ieri mattina con tre pullman diretti a Roma, senza contare tutti coloro che hanno raggiunto la capitale in auto o in treno. Alla scuola Cino di via Rossi le lezioni ierimattina sono state sospese, dato che erano solo una decina i docenti presenti, mentre tutti gli altri hanno aderito allo sciopero generale.

Alla scuola Raffaello invece hanno scioperato 31 insegnanti su 55 e sono state 7 le classi in cui le lezioni sono state sospese; buona partecipazione anche da parte dei docenti dell’istituto Frank-Carradori, con 37 insegnanti presenti ed un centinaio di scioperanti.

Parecchi, anche se non quantificabili, gli insegnanti della scuola Marconi-Frosini che hanno incrociato le braccia.

L’iniziativa è stata promossa unitariamente dai sindacati scuola Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. Per lo sciopero della scuola i sindacati hanno organizzato cortei a Milano, Aosta, Catania, Palermo, Roma, Bari e Genova. Altre manifestazioni sono state organizzate dai Cobas in altre città tra le quali Firenze, dove si sono recati diversi insegnanti della provincia di Pistoia.

Era da circa 8 anni che le principali sigle sindacali della scuola non organizzavano uno sciopero con modalità simili contro un provvedimento del governo. «Abbiamo avuto tantissime adesioni, siamo partiti da Pistoia nella primissima mattinata per Roma con tre pullman, due della Cgil ed uno della Cisl per un totale di circa 140 docenti – il commento di Alberta Bresci, segretaria generale Cgil scuola, direttamente da piazza del Popolo - Tante poi sono state le persone che si sono spostate autonomamente con il treno. Il corteo è bello, partecipato e combattivo. Difficile avere una quantificazione precisa degli insegnanti pistoiesi che hanno aderito, ma posso dire che sono stati veramente tanti».

Non tutto il fronte della protesta si è presentato unito alla giornata di protesta.

«Una grande importanza per riuscire a cancellare totalmente il Ddl Renzi risiede nella riuscita dello sciopero e delle nostre manifestazione - spiegano al Cobas Scuola Pistoia - Perciò è fondamentale la scelta che hanno fatto gli scioperanti: ai cortei dei Cobas si è chiesto il ritiro totale del Ddl e un decreto urgente per l’assunzione dei precari; ai cortei di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda si chiedono degli emendamenti. Non a caso a Roma i Cobas hanno manifestato nei due punti-chiave del conflitto, ossia al ministero dell’Istruzione (alle ore 10) e poi dalle 12.30 alle 18 con l’iniziativa “Circondiamo il Parlamento" a Montecitorio, durante le votazioni alla Camera del Ddl. Mentre invece Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda si chiuderanno nella solita Piazza del Popolo, ben lontani dai Palazzi ove si decidono le sorti della scuola pubblica».

Alessandra Tuci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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