Il Tirreno

Pistoia

Su una sedia a rotelle e senza un lavoro

Su una sedia a rotelle e senza un lavoro

L’appello di Salvatore Arca, 33 anni: «Datemi una possibilità, posso essere ancora utile»

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PISTOIA. Disoccupato da 7 anni, trentatreenne, separato e con due bimbi, vive su una sedia a rotelle nella casa in affitto dei genitori, a Chiazzano. Per riempire le sue giornate, fa il centralinista volontario alla Misericordia di Agliana. Aveva solo 25 anni quando è rimasto senza lavoro, troppo giovane per potersi arrendere.

La sua storia è simile a quella di tante altre persone disperate solo che a Salvatore Arca, con la legge 104, quel posto di lavoro spetta di diritto. Ma nessuno, da quel maledetto incidente del 2008 che lo ha costretto a vivere in carrozzina, sembra dargli un’opportunità. Eppure quel lavoro lo ha cercato tanto e disperatamente e lo cerca ancora. «Faccio appello ai Comuni, alla Provincia, alla Regione, alle Asl ed a tutti gli enti pubblici, statali ed anche privati affinché mi diano ciò che mi spetta di diritto-le parole di Salvatore- Cerco qualsiasi tipo di lavoro di scrivania, posso lavorare con il computer oppure posso essere cassiere in qualunque centro commerciale o supermercato; ho la patente e la macchina e posso spostarmi benissimo. Voglio dimostrare di essere sempre utile alla società ed a me stesso, sono volenteroso nel lavoro, come nella vita».

Nel 2008, a soli 25 anni,Salvatore ha un grave incidente con la moto che lo inchioda ad una sedia a rotelle. Ma lui non si perde d’animo, si iscrive ad un corso di formazione per il computer e prende la qualifica di “Addetto informatico”; da lì, cerca lavoro costantemente, si rivolge ai centri per l’impiego, si rivolge a sindaci, Provincia e Regione, partecipa alle graduatorie per disabili, si reca persino porta e porta per trovare qualcosa, ma senza alcun risultato. «Mi dicono che il lavoro non c’è,ma io conosco tanti disabili che lo hanno trovato,proprio grazie alla legge 104 –continua- Si pensa che una persona sulla sedia a rotelle non possa lavorare come gli altri, ma non è vero. Percepisco la pensione di invalidità, ma sono costretto a vivere con i miei genitori, in affitto, dovendo contribuire al mantenimento dei miei due figli di 7 e 9 anni, che vivono con la madre. Ho fatto anche il corso di computer tramite la cooperativa Saperi Aperti di Pistoia proprio per avere una qualifica. Ho bisogno e diritto di guadagnare qualcosa per avere la mia indipendenza, ma anche per riempire le mie giornate, per tenere il mio cervello attivo e funzionante. Voglio dimostrare che posso avere un’esistenza uguale a quella di tutte le altre persone, al di là della mia carrozzina».

Salvatore è un uomo combattivo, la sua voce è ferma, brillante.«Non mi perdo d’animo però. Bisogna andare avanti, non voglio fare la vittima. Le barriere ci sono costantemente, ma io faccio il giro più lungo ed arrivo lo stesso alla meta –sorride Salvatore- Vivo a sedere,sì, ma non ho altri limiti. Il mio cervello è attivo al cento per cento. Incrocio le dita e guardo positivamente al futuro, nella speranza che qualcuno, prima o poi, possa accogliere le mie richieste».

Alessandra Tuci

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