Gioco
Acqua, è scontro con Gaia e l’Autorità idrica toscana
SAN MARCELLO. Comune di San Marcello sul piede di guerra contro l’Autorità idrica toscana e il gestore idrico Gaia spa. Nel corso dell’assemblea tenuta lunedì a Firenze, l’Ait ha presentato un nuovo...
d. omune di San Marcello sul piede di guerra contro l’Autorità idrica Toscana e il gestore idrico Gaia spa. Nel corso dell’assemblea tenuta lunedì a Firenze, l’Ait ha presentato un nuovo piano di rientro dei debiti accumulati dal 2005 al 2014 e mai pagati, se non in minima parte, dalla società Gaia spa verso i Comuni toscani di cui gestisce la rete idrica. Debiti enormi, che stanno generando problemi di liquidità negli enti coinvolti. Il nuovo piano di rientro, però, non è andato giù al sindaco di San Marcello, Silvia Cormio, che, affiancata in assemblea dalla responsabile del servizio finanziario del Comune, Barbara Cecchini, ha espresso voto contrario. Tale piano, su cui i Comuni presenti hanno dovuto esprimersi dopo averne preso visione solo il giorno stessa, prevede il pagamento di tutto il debito maturato fino al 31 dicembre 2014 (ricomprendendo anche gli importi mai onorati del vecchio piano di rientro deliberato nel 2010), a rate crescenti dal 2015 al 2022 per i comuni soci e dal 2015 al 2019 per i non soci. Fra questi ultimi vi sono San Marcello e Cutigliano, entrambi rappresentati in assemblea: per il primo si prevede una rata di 170mila euro per il 2015 e poi rate crescenti fino a copertura degli oltre 2,2 milioni di euro di credito in bilancio. Per Cutigliano 84mila euro per il 2015 e rate costanti di 161.700 euro fino al 2019. Quali i problemi? “Premesso che il nostro Comune ha bisogno subito di questi soldi, che ci spettano da anni– spiega la ragioniera Cecchini – si tratta di un piano aleatorio perché subordina il pagamento dei debiti alla capacità di Gaia di riscuotere i conguagli tariffari (già in aumento nelle bollette dei cittadini). Se Gaia non incasserà, i Comuni non vedranno i soldi. Inoltre si guarda solo al vecchio, senza citare i nuovi crediti verso Gaia che matureranno dal 2015 in poi e della cui riscossione si parlerà dopo il 2019 se tutto va bene. Non sono previsti nemmeno interessi sulle somme maturate dal 2005, cosa peraltro in contrasto col codice civile. Vorrei inoltre ricordare – aggiunge Cecchini - che un piano simile era già stato presentato negli anni passati e Gaia non ha mai rispettato le scadenze. Ho il timore che possa accadere altrettanto”. “Con questo voto contrario – spiega Cormio – ci siamo mantenuti coerenti con l’azione legale intrapresa nei confronti di Gaia. Da troppi anni si trascina questa faccenda e non possiamo accettare altri dilazionamenti”. E invece, col voto favorevole di 16 comuni su 22 presenti in assemblea, il piano è stato approvato. È di fatto il salvataggio di Gaia: se fosse stato respinto, le banche avrebbero chiuso tutti i rubinetti alla società. È stato di astensione il voto espresso dal vicesindaco di Cutigliano, Franco Giani. “Ho raccolto l’appello alla responsabilità– spiega – far fallire Gaia metterebbe a rischio la riscossione dei nostri crediti. Cutigliano, che ha ancora il 50% del credito non coperto dal fondo svalutazione, andrebbe in default. Non ho potuto però avallare un piano che si basa solo sugli affidamenti bancari, auspicando che le banche siano disposte a concederne a Gaia spa, e che ci mette in ginocchio. Visto che i Comuni soci non sono disposti a ricapitalizzare Gaia, credo che non si possa più prescindere da un intervento forte della Regione, come una cessione del credito, per restituire liquidità ai Comuni”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
