Sicurezza
Fitofarmaci sott’accusa per l’erba secca
I comitati della Piana chiedono un incontro a Comune e vivaisti: uso non corretto dei diserbanti nei campi
QUARRATA. «Rischio chimico nelle frazioni quarratine». A segnalare un probabile utilizzo smodato dei diserbanti da parte dei vivaisti, è il coordinamento dei comitati della piana. La presa d’atto è dovuta alla semplice evidenza. Negli scorsi giorni infatti, i cittadini di Olmi, Barba, Vignole , Caserana, Ferruccia e Casini hanno notato diversi argini dei torrenti locali, cigli della strada e campi, “bruciati”. Tutte aree vicine a vivai. «Abbiamo chiesto una riunione urgente al sindaco Marco Mazzanti per approfondire la questione» spiega Daniele Manetti, del comitato.
Gli abitanti delle zona “a rischio” chiedono quindi l’intervento delle istituzioni per avere delle certezze sulla questione fitofarmaci. «E’ l’ora di intervenire anche nel nostro Comune» continua il residente di Olmi. Come? Allargando l’osservatorio pistoiese sul vivaismo alla città di Quarrata. La richiesta era già stata inoltrata al primo cittadino il 26 marzo scorso ma, sottolinea Manetti, nessuna risposta ufficiale è mai arrivata. Gli animi dunque, non sono tranquilli, specie dopo la ricognizione in alcune zone della città fatta dai membri attivi dei gruppi civici locali. «In questi giorni – spiega Manetti – molti cittadini hanno perlustrato le aree a rischio idraulico scoprendo erba gialla su diversi argini, come quelli dell’Ombrone e del Quadrelli, e anche sui cigli delle strade. Niccolò Lucarelli, Franca Caramelli, Carlo Amadori, Maris Pausilli, Franco Gaiffi, Oreste Vannucci, Massimo Niccolai, Siliana Marraccini, Sandra Bugetti, Giuseppe Valenti, Moreno Vannacci e Marco Gori (questi i nomi elencati da Manetti, ndr), chiedono alla nostra amministrazione di intervenire sul rischio chimico».
«Il glifosate, erbicida tra i più utilizzati – va avanti Manetti - è probabilmente cancerogeno, come dimostrato recentemente da alcuni studi. Più in generale, sui fitofarmaci, si parla di una potenziale dannosità dovuta all'esposizione a questi prodotti. Secondo le analisi Arpat effettuate in passato – inoltre - le acque dei nostri torrenti risultano inquinate proprio da sostanze chimiche. L’osservatorio attivo a Pistoia deve quindi essere allargato anche alle nostre zone, perché anche qui ci sono le stesse problematiche presenti al di là del confine».
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