Il dolore
Breda, 67 esuberi a Pistoia
L’azienda conferma ai sindacati: negli organici ci sono 129 lavoratori di troppo, di cui 100 impiegati
PISTOIA. Il passaggio da AnsaldoBreda a Hitachi non sarà indolore per gli organici del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano. La futura azienda a guida giapponese avrà bisogno di 1.974 dipendenti, non degli attuali 2.256. Lo hanno confermato ieri i vertici AnsaldoBreda al coordinamento sindacale riunito per l’occasione a Roma con i vertici regionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl. Ribadite, quindi, le indicazioni già emerse nell’incontro di metà aprile con le segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici.
AnsaldoBreda ha chiesto formalmente l’apertura di una procedura di mobilità per 282 persone, su base volontaria. Di questi, 153 sono i dipendenti dello stabilimento di Palermo, che – come noto da mesi – non rientreranno nella “nuova” AnsaldoBreda ma saranno parte di una “soluzione diversa” attualmente allo studio. Gli altri 129 esuberi si distribuiscono tra gli stabilimenti di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria. In via Ciliegiole le figure in esubero sono 67. A livello di qualifiche, si tratta nella stragrande maggioranza di impiegati (circa 100)mentre tra gli altri,14 sono operai e 3 dirigenti.
Per tutte queste persone si profilano soluzioni di uscita progressiva dal gruppo AnsaldoBreda: si parla di prepensionamenti, di ammortizzatori sociali in uscita ed anche della gestione delle (poche) commesse che Hitachi ha escluso dal perimetro della nuova azienda. Insomma, il dimagrimento è robusto ma ci sarebbero i margini per non arrivare a soluzioni traumatiche per quasi tutti i 129 esuberi extra Palermo. Solo per una ventina di persone ci sarebbero consistenti interrogativi sul futuro.
Comunque l’intera materia è ancora in larga parte da chiarire, ad esempio sull’orizzonte temporale entro il quale il personale in esubero dovrebbe uscire: si parla di 2019 come termine ultimo del piano, ma alle richieste dei sindacati l’azienda ha preferito prendere tempo: di tutta la scottante materia si riparlerà tra una quindicina di giorni.
A parte la questione organici, l’azienda ha annunciato anche un giro di vite nei rapporti con le aziende fornitrici: le violazioni contrattuali nelle consegne dei componenti (sia in termini temporali che di qualità) saranno d’ora in poi sanzionati con la rescissione dei contratti, almeno nei casi gravi. Fine, quindi, del regime accomodante che faceva sì che AnsaldoBreda si facesse carico anche di problemi non suoi nelle commesse.
Già stamani il coordinamento sindacale di via Ciliegiole si riunirà per valutare insieme l’esito dell’incontro romano. «Deve essere chiaro – ha ribadito il segretario Fim Jury Citera – che nessuno deve rimanere a piedi, nè a Palermo, nè a Pistoia nè da nessun altra parte. Ribadiamo che deve essere un incontro con Hitachi a fare chiarezza sulle questioni aperte e che il governo deve fare la sua parte come garante».
Del resto la richiesta dell’apertura di un tavolo di confronto a livello nazionale con AnsaldoBreda e Hitachi è stata ribadita a ogni piè sospinto dai sindacati da diversi mesi a questa parte. L’idea è che solo i nuovi proprietari del gruppo possano chiarire strategie e tempi per la “nuova” AnsaldoBreda.
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