Il dolore
Pcb, il Comitato fa causa a Lebsc
Dopo il “dietrofront” Acqua bene comune annuncia un’azione legale contro il laboratorio di analisi
AGLIANA. «La vicenda non finisce qui perché, oltre a intraprendere adeguate iniziative legali contro il laboratorio Lebsc Srl, cercheremo anche di far luce sulla dinamica dei rapporti fra Arpat e Lebsc che a noi sono sembrati piuttosto oscuri».
Così in un comunicato il Comitato Acqua Bene Comune, dopo che il laboratorio Lebsc ha fatto sapere di aver sbagliato le analisi sull’acqua della fontana del parco Pertini, individuando nel campione una concentrazione di Pcb (Policlorobifenili), poi rivelatasi non reale, ma solo conseguenza di uno scambio di siringhe. «A noi – sottolinea Rosanna Crocini, referente del Comitato - sembra che tutta la questione sia a dir poco intrigata e imbarazzante, visto che avevamo richiesto una verifica sulle risultanze delle analisi sembrate inverosimili sia a noi che ad esperti del settore, tant’è che abbiamo atteso 10 giorni prima di divulgare i risultati. Per questi motivi il sindaco di Agliana non può e non deve accusare noi per “procurato allarme” ma il laboratorio che, dopo “preziosi” contatti con Arpat Toscana ha ribaltato la frittata rimangiandosi quei risultati sulla cui veridicità e autenticità avevano spergiurato». La vicenda ha avuto inizio la mattina dello scorso 24 febbraio, quando gli incaricati del laboratorio Lebsc hanno prelevato il campione d’acqua per procedere poi con le analisi commissionate da Comitato e cittadini.
«Il 24 febbraio - ricorda Crocini - Lebsc preleva i campioni di acqua dalla fontanella del parco Pertini. Il 5 marzo invia ufficialmente al Comitato i risultati, che mostrano una allarmante quantità di Pcb nell'acqua. Nei giorni successivi il comitato si è adoperato per ottenere dal laboratorio stesso garanzie sul preoccupante risultato fornito. Il 15 marzo il Comitato comunica alla stampa questa preoccupante notizia. Il 18 marzo il sindaco di Agliana Giacomo Mangoni chiede, tramite lettera raccomandata, lumi al laboratorio Lebsc. Il 2 aprile Lebsc invia al sindaco un referto timbrato e firmato che conferma l'allarmante presenza di Pcb nell'acqua. Il 17 aprile durante una conferenza stampa di Asl, Arpat e sindaco del Comune di Agliana, il referente Arpat Claudio Coppi tranquillizza la popolazione dicendo che la quantità di Pcb indicata nel referto era “dovuta ad un inquinamento ambientale del laboratorio di analisi e che il laboratorio aveva sicuramente sbagliato”.
Il 19 aprile il Comitato chiede a Lebsc ulteriori informazioni relative alla certificazione del laboratorio per la rilevazione di Pcb e dei metodi utilizzati per questo tipo di analisi. Il 20 aprile Lebsc risponde con rassicurazioni sulla propria idoneità e sui metodi usati per eseguire le analisi. Il 21 aprile Lebsc comunica al Comitato di avere il sospetto di aver sbagliato il risultato delle analisi chimiche dell'acqua; analisi di cui sostenevano l'esattezza assoluta fino al giorno prima. Questa la comunicazione inviataci il 21 aprile 2015: "Facciamo seguito alle varie osservazioni che ci sono state mosse recentemente a proposito dei risultati Pcb sul campione in oggetto, abbiamo ripercorso tutti i passaggi del processo e, grazie al prezioso confronto che abbiamo avuto direttamente con Arpat, abbiamo dedotto che potrebbe essersi verificata una contaminazione del campione in laboratorio. Esprimiamo il nostro sentito rincrescimento per l'accaduto e provvederemo al più presto a inoltrare i documenti corretti sia al Comune di Agliana che Arpat, e all’associazione Acqua Bene Comune. Nello scusarci ancora, ci auguriamo che la questione sia risolta al meglio. Cordiali saluti. Maria Molinas Lebsc Srl”.
Tommaso Artioli
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