Il dolore
Offese omofobe all’ex leader Arcigay
Matteo Marliani: episodi del genere non vanno ridotti a semplici ragazzate
QUARRATA. Le offese omofobe non possono neppure essere riportate, tanta è la loro bassezza. A lanciarle su Facebook è stato un giovane quarratino, a margine di un post sulla recente decisione della Corte di giustizia Ue che giustifica, in base alla situazione sanitaria del singolo Paese, l’esclusione permanente dalla donazione di sangue per uomini che abbiano avuto rapporti omosessuali. Una notizia su cui anche Matteo Marliani, ex presidente dell’Arcigay pistoiese e pioniere dei locali lgbt in provincia - oltre un decennio fa infatti, aprì l’Agrado (oggi chiuso) in viale Adua - si è espresso con un commento su Facebook. Dopo il suo intervento, un giovane di Quarrata gli ha replicato con termini pesantemente offensivi. Parole da relegare in un abisso: purtroppo simili a molte altre che spesso si leggono sui social network.
L’ex presidente di Arcigay le segnala soltanto per lanciare un messaggio alle famiglie e alle istituzioni, precisando tuttavia che poche ore dopo essersi divertito a scrivere frasi volgari e discriminatorie, il giovane ha prontamente rimosso ogni commento e, infine, ha chiesto scusa. Era stato lo stesso destinatario delle offese a invitarlo a parlare.
«Che questi fatti – si rivolge così, Marliani, alle famiglie e alle istituzioni – non siano bollati come semplici ragazzate. Occorre fare lo sforzo di capire come mai un ragazzo arrivi a esprimersi in questa maniera. Bisogna cercare di comprendere sia chi offende, chiedendosi il perché di una simile reazione, sia chi è offeso». Cosa sarebbe capitato se il bersaglio di quelle parole fosse stato un ragazzo invece di Marliani? Sicuramente i danni sarebbero stati ben maggiori.
L’ex presidente dell’associazione pistoiese si rivolge a tutti coloro che devono sopportare una simile tortura dettata dall’ignoranza e amplificata dai social: «Chi vi offende, chi fa simili discorsi – dice – è senza dubbio peggiore di voi». In caso di necessità, ricorda Marliani, la sua porta e quella dell’Arcigay sono spalancate.
Beatrice Faragli
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