Toscana
Scambio di siringhe: il Pcb era solo un falso allarme
Agliana, l’acqua non è inquinata. Il laboratorio privato di Bologna si scusa per l’errore nelle analisi sul campione prelevato dalla fontana del Parco Pertini
AGLIANA. Solo un falso allarme quello per la presenza di policrolobifenili (Pcb) nell’acqua potabile che sgorga dalla fontana del Parco Pertini di Agliana. A dare l’annuncio, lo stesso laboratorio che il 26 febbraio scorso aveva prelevato un campione per poi eseguire quell’analisi i cui risultati avevano subito mobilitato cittadini e Comitato acqua bene comune: si è trattato di un errore, di una contaminazione, di uno scambio di siringa durante le analisi; gli esami ripetuti sul campione di controllo hanno evidenziato l’assenza di inquinanti.
«Ci rincresce molto per l’involontario inconveniente accaduto, del quale ci scusiamo, certi della vostra comprensione» scrivono i responsabili del laboratorio Lebsc srl di Bologna, al quale sia l’Arpat di Pistoia che lo stesso Comitato aveva chiesto una verifica dopo che, scattato l’allarme Pcb, le successive analisi da Arpat ed Asl sull’acqua dello stesso fontanello pubblico avevano dato esito negativo.
«Durante il processamento di un'aliquota del campione in data 26 febbraio 2015 si è verificata una contaminazione della stessa in laboratorio» scrive la Lebsc nella comunicazione inviata a Comune di Agliana, Arpat e Comitato. «Tale considerazione è emersa – aggiunge sempre il laboratorio – seguendo gli importanti suggerimenti di Arpat (a seguito dei quali) si è riprocessato il campione ripetendo ogni singola fase del metodo seguito tilizzando materiale di consumo nuovo. Riteniamo che si sia verificato quindi uno scambio di siringa di iniezione tra lo standard e il campione. Di conseguenza l'analisi ripetuta ha prodotto risultati differenti che rivelano la presenza di Pcb in quantità inferiore al limite di rilevabilità».
Il laboratorio precisa infine che per quanto riguarda la potabilità non hanno svolto «alcuna indagine analitica essendo questo argomento di competenza degli organi preposti».
A tale riguardo, il sindaco di Agliana Giacomo Mangoni aggiunge che «questa dovuta precisazione, per quanto tardiva, converge con quanto sempre affermato da tutti gli enti preposti: non esiste un problema amianto, né diossine, né pcb nell'acqua del nostro comune. La salubrità di quest'ultima è sempre stata garantita, come ribadito in più occasioni. L'acqua è sempre stata potabile: sono tre mesi, quindi, che stiamo discutendo di un problema inesistente. Appare pertanto evidente che un atteggiamento più responsabile nell’affrontare la questione avrebbe evitato fin da subito allarmismi diffusi, sprechi per la pubblica amministrazione e danni al sistema economico locale. Il mio auspicio è dunque che atteggiamenti futuri siano basati su un maggior senso di responsabilità e serietà, dal momento che l'amministrazione pubblica rimane il soggetto più autorevole a garanzia della salute dei cittadini». (m.d.)
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