Guerra condominiale fra denunce e sentenza del Tar
L’aia in comune in un condominio in via Bonellina a Pistoia viene spesso occupata con attrezzi e macchinari agricoli da un inquilino, protestano gli altri
PISTOIA. Lui occupa dal 2007 l’aia comune del condominio con attrezzi e macchinari agricoli, gli altri abitanti del caseggiato protestano e segnalano il problema alle forze dell’ordine, ma lui fa ricorso al Tar che gli dà in parte ragione.
L’erba del vicino non è sempre più verde, e quella degli abitanti di un caseggiato in via Bonellina a Pistoia, sembra essersi trasformata in un campo di battaglia. Una battaglia che va avanti dal lontano 2007. Oggetto della contesa è l’aia a comune davanti al caseggiato, un’area di passo e di proprietà al 50% di un solo inquilino e al 50% di altre quattro famiglie. Il problema nasce da quando l’inquilino proprietario al 50% inizia ad occupare - secondo gli altri coinquilini - anche l’altra metà dell’aia con materiali e mezzi agricoli. Gli altri condomini decidono quindi di segnalare alle forze dell’ordine la situazione diventata «insostenibile, a causa della pericolosità dei materiali lasciati dove capita nell’aia, cose come oggetti arrugginiti, lunghi pali o ruote di auto e dai trattori accesi sotto le finestre di casa» spiega una delle abitanti, Sabrina Cipriani. Da qui comincia la lunga epopea dell’aia contesa, che passando attraverso l’ufficio ambiente del comune di Pistoia e i controlli dell’Asl, arriva nel 2010 sul tavolo del Tribunale amministrativo regionale. Dopo le segnalazioni degli altri inquilini del condominio ai vigili urbani, la procedura passa come da prassi all’ufficio ambiente del comune di Pistoia, che a sua volta attiva l’Asl. L’azienda sanitaria pistoiese procede a un sopralluogo e decreta, nel 2010, la pericolosità degli oggetti. Parte così un provvedimento amministrativo che ordina al proprietario al 50% della corte, di mettere in sicurezza l’area, togliere gli oggetti e i macchinari pericolosi e anche di provvedere al decoro ambientale. Ma lui fa ricorso al Tar, che di fatto lo proscioglie dal fatto di aver occupato in maniera deleteria l’area, dal punto di vista ambientale e lo obbliga a mettere in sicurezza l’area di passaggio (la parte dell’aia dalla quale passano le auto di tutti gli abitanti del caseggiato). «Siamo tutti proprietari qui – spiega Sabrina Cipriani – io ho acquistato casa nel 2007, ma se volessi rivenderla, la casa è svalutata dal macello che c’è qui davanti». Al proprietario che occupa l’area con mezzi e materiali agricoli sono state fatte nel tempo varie sanzioni: dopo la sentenza del Tar, quelle riguardanti l’aspetto “del decoro ambientale” sono state annullate, mentre sono rimaste le sanzioni che riguardano la sicurezza. Fino ad oggi, gli altri inquilini proprietari dell’aia, hanno continuato a fare segnalazioni, a seguito delle quali a breve dovrebbe arrivare un nuovo rapporto dell’Asl. Il rapporto constaterà se il proprietario “occupante” avrà messo in sicurezza l’area dell’aia o no. Ma i vicini non demordono: «per noi la situazione non è cambiata per niente, e andremo avanti, io non mi fermo» afferma Cipriani. Nel piccolo condominio quindi si vive sul chi va là e non è certo una situazione serena per tutti.
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