Proteste
Sequestrata sala giochi e scommesse
Arrestati i fratelli Francesco e Antonio Terracciano vicini alla criminalità organizzata residenti a Prato e che gestivano di fatto la sala scommesse di Pistoia
PISTOIA. Erano stati sottoposti alla misura della prevenzione patrimoniale da parte del tribunale di Prato nell’ambito dell’inchiesta denominata Ronzinante che nel 2012 aveva portato alla confisca di beni per un valore di 41 milioni di euro. Avevano l’obbligo di comunicare tutte le loro attività all’autorità giudiziaria ma i fratelli Francesco ed Antonio Terracciano di 40 e 36 anni, figli di Giacomo, tutti definiti dagli investigatori pluripregiudicati e vicini alla criminalità organizzata di tipo camorristico, hanno adottato l’escamotage dei prestanomi per aprire una sala giochi a Pistoia e gestirla sperando di non essere individuati.
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Il Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pistoia ha però effettuato una attenta indagine con intercettazioni telefoniche e riscontri patrimoniali, bancari e personali sotto la direzione investigativa del sostituto procuratore della Repubblica Luigi Boccia che ha appurato che la società Youcanbet srl con sede in via Braga a Prato che gestiva la sala giochi Intralot di corso Gramsci a Pistoia era di fatto nelle mani dei due fratelli che erano presenti nel locale ed erano coloro che davano le disposizioni sia per quanto riguarda le turnazioni di lavoro che la gestione dei clienti e i rapporti con le banche. Di qui la decisione di chiedere al giudice per le indagini preliminari, Alessandro Buzzegoli, i provvedimenti restrittivi che sono stati eseguiti nella mattinata del 24 aprile.
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Nell’ambito della stessa inchiesta sono state indagate altre quattro persone per concorso nello stesso reato e si tratta di una dipendente assunta con contratto a tempo indeterminato che stava per assumere nuovi ruoli dirigenziali nella società, il titolare di una società di produzione di giochi e di slot machine e i due prestanome che figuravano nei documenti ufficiali della società ma che, secondo gli investigatori, forse non avevano mai neppure messo piede a Pistoia, essendo residenti in Campania.
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Sulla stessa società Youcanbet si erano concentrate anche le indagini della questura di Pistoia che ha a sua volta svolto delle indagini e nella mattinata di venerdì 24 aprile ha disposto la revoca della licenza di Pubblica sicurezza e la denuncia di Tommaso Meucci, titolare della stessa perché avrebbe violato il principio della personalità delle autorizzazioni di polizia avendo condotto l’attività mediante un rappresentante non autorizzato dall’autorità di Pubblica sicurezza, ovvero Francesco Terracciano.
I finanzieri hanno avviato le loro indagini sulla sala giochi Intralot di corso Gramsci da circa un anno, come ha riferito in conferenza stampa il colonnello Ciro Natale. Ci sarebbero state più di un’anomalia a spingere i finanzieri a dare un’occhiata più attenta a quello che succedeva nella società che gestiva la sala giochi. Così, soprattutto attraverso le intercettazioni ambientali e telefoniche, sono emersi i ruoli dei fratelli Terracciano ai quali è stata sequestra anche la Smart che utilizzavano per andare al “lavoro”.
Gli investigatori hanno riscontrato soprattutto durante i Mondiali di calcio dell’estate scorsa una cescita esponenziale del volume delle scommesse ed hanno appurato che molti dei frequentatori della sala giochi erano pratesi e di origini campane così come i due fratelli. Fra i clienti anche un collaboratore di giustizia. Tutti senza grandi introiti ufficiali e con impieghi modesti ma capaci di scommettere migliaia e migliaia di euro ogni volta che si presentavano nei locali di corso Gramsci. I fratelli Terracciano erano coloro che oltre a raccogliere le scommesse, pagavano anche le vincite, tenevano i rapporti con i fornitori e al telefono con le banche si spacciavano per gli amministratori che risultavano sui documenti. Sono stati sequestrati anche dei conti correnti riconducibili alla Youcanbet srl sui quali sono in corso ulteriori accertamenti. Così come una nuova indagine parallela dovrebbe aprirsi sui clienti che frequentavano la sala giochi e che aggiravano le norme antiriciclaggio su consigli dati dagli stessi fratelli Terracciano. Nelle ultime intercettazioni inoltre, emerge la volontà dei due fratelli di espandersi anche a Lucca e a Firenze rilevando sale giochi locali già esistenti.
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