Sicurezza
Dopo la fuga dei soci Uniser congelata. E i master vanno via
Camera di commercio e Provincia di Pistoia lasciano il Consorzio ma non c’è accordo sulle quote. Preoccupato il presidente
PISTOIA. Il Consorzio Uniser non ha approvato né il bilancio preventivo 2015 né il consuntivo 2014. Tutto nasce dal fatto che Provincia e Camera di commercio non possono, in base alle disposizioni di legge, essere più socie del Consorzio.
In questo momento, poi, l’organismo che gestisce il polo universitario cittadino è in attesa della stima del valore delle quote consortili da parte del commercialista incaricato dai soci, il presidente dell’Ordine provinciale Franco Michelotti. E questo perché la Cciaa - la cui partecipazione è cessata dal 1 gennaio 2015 - ritiene di essere creditrice nei confronti di Uniser di 107.000 euro. Cifra che, secondo il presidente di Uniser, Alessandro Pagnini, al contrario non è dovuta: «Leggendo il nostro statuto lo si evince chiaramente. Al contrario, secondo la Cciaa, Uniser si è comportata più da Srl che da Consorzio e ritiene che la sua fuoriuscita debba essere seguita dalla “restituzione” di una determinata cifra».
Michelotti è chiamato ad esprimere la propria valutazione entro il 30 aprile. Nei primi giorni di maggio il consiglio di amministrazione si riunirà e Comune e Fondazione Cassa di Risparmio - i due soci di maggioranza rimasti - valuteranno il da farsi. Ovvero, se rilevare le quote di Provincia e Camera di commercio oppure se il Consorzio dovrà procedere con la liquidazione. Allo stesso tempo, finché non è stabilito il valore delle quote non possono fare il loro ingresso nel Consorzio i soggetti che si erano dichiarati interessati (si parla di aziende importanti e della Fondazione Caripit).
È un periodo quindi tutt’altro che facile per il polo universitario pistoiese, con il presidente del Consorzio che spiega: «Parte dell’attività è bloccata. Proseguono i corsi Asl e Scienze vivaistiche, mentre abbiamo dovuto sospendere i master post universitari: asili nido, paesaggistica, biotecnologie. Al master sugli asili nido avevamo 80 iscritti. Un peccato, ma non potendo far fronte alle spese, sono tornati tutti a Firenze. Ho dovuto accantonare il progetto di un master in medicina interculturale di 1º livello, che doveva partire il prossimo anno accademico».
E finché non entrano nuovi soci nel Consorzio che gestisce il Polo universitario, non prende le ali il sogno di una Green University a servizio della capitale europea del verde.
Tutto in stand by fino a quando non sarà chiarita la situazione societaria. La Camera di commercio, socio fondatore del Consorzio con il 20% delle quote insieme a Comune, Provincia e Fondazione Caripit, ha deliberato la dismissione della propria partecipazione a ottobre, ma la vendita delle quote è andata deserta. La Fondazione ha proposto un protocollo d’intesa ai soci, per condividere azioni e procedure che evitino scioglimento e liquidazione della società. Il documento non ha trovato concorde, in alcuni punti, la Camera di commercio (sull’assenza di valore delle quote, e sull’impegno a concorrere comunque alle attività di Uniser con contributi annuali).
I soci hanno comunque stabilito di chiedere a un commercialista la determinazione dell’eventuale valore di liquidazione delle quote, nelle due distinte ipotesi di prosecuzione dell’attività e di liquidazione. Sulla base delle conclusioni di Michelotti la Fondazione valuterà se ci sono condizioni per rilevare una o più quote dei soci di maggioranza che se ne sono andati. Ma l’acquisto è comunque subordinato alla condizione che uno dei soci fondatori (il Comune) dichiari di obbligarsi a rimanere nella società. Insomma, un bel rebus per il Polo universitario pistoiese, nato 14 anni fa con grandi ambizioni e che vede ora molte ombre sul suo futuro.
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