Il Tirreno

Pistoia

tragico incidente

Sul cellulare di Cosimo tanti sms di amore

Elisa Valentini
Cosimo Mazzi
◗
Cosimo Mazzi

E il padre dona come ricordo agli amichetti dello sci club Doganaccia gli attrezzi sportivi del figlio tredicenne morto dopo la caduta in pista

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CUTIGLIANO. «Cosimo, uno di noi: questo è stato scritto su uno striscione che due ragazzi non meglio identificati, perché in fondo non fa alcuna differenza, hanno tenuto sollevato, sci ai piedi, in fondo ad una pista dell’Abetone. Il “noi” di cui Cosimo faceva divinamente parte sono gli sciatori, quelli per cui lo sci è la vita».

Inizia così il pensiero scritto dalla madre di un compagno di sci, raccogliendo il sentimento di famiglie ed allenatori, in ricordo di Cosimo Mazzi, l’atleta fiorentino non ancora quattordicenne dello Sci club Doganaccia morto a fine marzo dopo una caduta sulla pista Faggio di Maria. Un testo poi stampato su tanti cartoncini distribuiti durante la premiazione della gara sociale, sabato a Doganaccia. Un evento sempre molto sentito– qualche atleta è arrivato addirittura dall’Amiata – e quest’anno voluto più che mai da Paolo e Angela, i genitori di Cosimo. Perché la passione per lo sci e la montagna che la famiglia Mazzi ha nel sangue non è scemata nemmeno dopo la tragedia.

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«Frequento la montagna da 29 anni – spiega Paolo Mazzi – i miei genitori hanno una casa al Fosso, al Melo di Cutigliano. Ogni fine settimana d’inverno saliamo in montagna, ma la frequentiamo tutto l’anno. Abbiamo instaurato dei veri rapporti di amicizia. Doganaccia è come una grande famiglia e questo incredibile attaccamento si manifesta nelle piccole cose come in quelle grandi. Tutti i compagni di club hanno voluto un ricordo di mio figlio: bastoncini, guanti, casco o altre protezioni omologate per le gare, nettamente superiori a quelle usate da un normale turista, che quel giorno Cosimo indossava. Per non parlare dei messaggi di ricordo che arrivano ogni giorno in quantità commuovente sul suo cellulare, di cui ho riattivato il numero».

«La montagna era una vera passione per Cosimo – prosegue – Tre anni fa si ruppe una tibia e dopo oltre 9 mesi fra carrozzina e riabilitazioni, indossò di nuovo gli sci. Lo è per l’altro mio figlio, che 4 giorni dopo la morte del fratello ha voluto tornare a sciare e gareggiare. Lo è per tutti i ragazzi dello sci club, sempre assidui negli allenamenti, nonostante il sacrificio di alzarsi all’alba e fare i compiti la sera. Lo sci unisce chi lo pratica, crea un piccolo mondo dove tutti si conoscono, come dimostrano le innumerevoli manifestazioni di affetto ricevute».

Ultima fra le tante, ciò che sabato hanno scritto gli amici sul muro del parcheggio della funivia: “Rimarrai sempre nei nostri cuori… ciao Cosimo”.

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