Il Tirreno

Pistoia

il ringraziamento

Laureata grazie a un ospedale che funziona

Elisa Valentini
Laureata grazie a un ospedale che funziona

San Marcello, Sibilla festeggia con soccorritori e personale del “Pacini” il 110 e lode ottenuto nonostante la caduta per le scale

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CUTIGLIANO. «Senza l’aiuto della Misericordia e dello staff dell’ospedale Pacini, lunedì non sarei riuscita a laurearmi». All’indomani dell’esame di laurea - che si è concluso col 110 e lode, nonostante la brutta caduta dalle scale di casa in seguito ad uno svenimento nella prima mattinata ed il ricovero in ospedale poche ore prima della discussione della tesi- Sibilla Farinati ringrazia i volontari della Misericordia di Cutigliano e medici, infermieri ed operatori dell’ospedale di San Marcello per l’efficienza e l’umanità che le hanno dimostrato.

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«Non è stata una cosa da poco – spiega Sibilla– Dalla gran botta riuscivo a malapena a respirare. Temevamo qualche danno serio alle vertebre. I volontari e il personale sanitario hanno dato prova di grande professionalità: già a casa mi hanno fatto due ecografie, una per gli organi interni e una alla schiena. Giunta all’ospedale, mi hanno sottoposto ad altri controlli e somministrato degli antidolorifici per rilassare i muscoli. Tutti esami mirati, niente di più o di meno del necessario. Ed è proprio grazie alla rapidità e precisione nella diagnosi che sono riuscita a correre a Novoli in tempo per laurearmi. Per non parlare della grande gentilezza del personale dell’ospedale, che mi ha dato un grande aiuto psicologico. Nel pomeriggio diverse persone che lavorano al Pacini mi hanno telefonato per chiedermi come stavo e com’era andato l’esame: dimostrazione di un rapporto umano col paziente che in altri ospedali non esiste».

«Questa fiducia reciproca – prosegue Sibilla – è utile per entrambe le parti: il paziente che conosce medici, infermieri ed operatori, per lo più residenti in montagna, affronta cure ed esami con più tranquillità, facilitando il lavoro del personale sanitario. Parlo di questa vicenda personale – conclude la neodottoressa – perché spero che serva a far riflettere tutti, cittadini, Asl e amministratori, sull’importanza di avere un ospedale che funziona a San Marcello, sia per stabilizzare le emergenze sul territorio che per gli accertamenti necessari nella vita quotidiana. Senza lo staff del Pacini lunedì non mi sarei laureata. I veri festeggiamenti li ho voluti condividere con loro».

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