Il Tirreno

Pistoia

L’ex convento apre le porte ai profughi

di Valentina Vettori
L’ex convento apre le porte ai profughi

Nuovi arrivi a Pistoia, venti persone ospitate nei locali di via Armeni. Circa 200 quelle presenti in provincia

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PISTOIA. Dopo l'appello del prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni, che la settimana scorsa si è rivolto ai sindaci della provincia affinché si rendano disponibili all’accoglienza di profughi provenienti dal sud Italia, nelle prime ore di domenica si sono registrati i primi arrivi. A raccontarlo è Roberto Niccolai, responsabile dell'area Intercultura della cooperativa Gli Altri.

«Si tratta di 31 persone, sono tutti uomini. Di questi, dopo i consueti controlli medici, 11 sono stati accolti a Prunetta, come già annunciato. Gli altri 20 sono stati temporaneamente sistemati nell'ex convento dei Cappuccini, in via degli Armeni, a Pistoia, nelle stanze che in inverno sono adibite all’accoglienza dei senzatetto nei giorni di grande freddo. La sistemazione però non è definitiva, e siamo già alla ricerca di un'altra sede».

Si tratta di persone di varie nazionalità - provenienti dall’Africa subsahariana - in maggioranza senegalesi e guineiani. La settimana scorsa, invece, erano giunte a Pistoia 19 donne somale e 2 ivoriane, che sono già ripartite per il nord Europa. Questi, però, sarebbero solo i primi arrivi, poiché in settimana sono già attesi altri profughi.

Come noto, gli sbarchi in Sicilia sono in aumento e tutte le regioni sono state chiamate in causa per fare la loro parte nell'accoglienza dei migranti. La Toscana ospita il 6% dei richiedenti asilo in Italia, e si prepara ad accogliere altre 700 persone. Numeri nettamente inferiori alle situazioni che stanno vivendo regioni come Sicilia e Lazio, che ospitano rispettivamente il 22% e il 16% dei profughi presenti nella penisola.

«Anche la provincia di Pistoia ha il dovere di farsi trovare pronta - spiega Niccolai - La cooperativa Gli Altri da anni gestisce i servizi dedicati all'accoglienza, all'inserimento sociale e alla tutela dei diritti dei cittadini migranti. Dopo il bando per la ricerca di 403 posti, indetto dalla prefettura di Pistoia, la nostra cooperativa ne ha messi a disposizione 273, di cui 230 già occupati, mentre l'Arci offre 12 posti. È chiaro però che dovrà essere fatto di più, perché i numeri aumenteranno, ma le strutture disponibili non sono ancora abbastanza».

Come richiesto dal prefetto Ciuni, l'impegno nell’accoglienza deve essere garantito da tutti i Comuni della provincia, nell'ottica di un'ampia distribuzione sui territori che determini il minor impatto possibile sulla cittadinanza. Solo così può essere evitato il collocamento imposto dei migranti in piccole realtà locali, con il rischio di una reazione negativa da parte degli abitanti.

«Quello che facciamo attraverso il progetto Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati - prosegue Niccolai - è offrire accoglienza e assistenza alle persone in fuga da continenti in guerra. Non appena le persone arrivano qui, vengono sottoposte a tutti i controlli medici necessari. Vengono registrate in un apposito sistema per il foto-segnalamento e loro attività costantemente monitorate. La maggior parte di loro, però, non ha interesse a rimanere in Italia. Spesso proseguono il viaggio verso il nord Europa per ricongiungersi ad altri familiari».

I servizi offerti dallo Sprar vanno dall'insegnamento dell’italiano ai corsi di economia domestica, dalla formazione professionale per l’apprendimento di un mestiere all’iscrizione nei registri dei Centri per l'impiego. Come già sperimentato in progetti della cooperativa sul territorio pistoiese, a queste persone vengono anche affidati lavori di utilità sociale, come la ripulitura degli spazi verdi e delle strade, ma anche attività artigiane come la lavorazione di manufatti in ceramica, prodotti che poi vengono venduti.

«Tutto in un'ottica di emancipazione - spiega Niccolai - anche perché dopo una prima accoglienza di sei mesi i migranti vanno ad abitare da soli. Noi insegniamo loro a gestire i venti euro settimanali che hanno a disposizione e cerchiamo di dare loro tutti gli strumenti possibili per diventare autonomi».

Attualmente i richiedenti asilo coinvolti nel progetto Sprar sono 52, ospitati in sei comuni della provincia di Pistoia. In totale il numero di profughi presenti sul territorio pistoiese si aggira intorno ai 200, e sono ancora in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati politici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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