Sicurezza
Il territorio sia parte attiva nel cambiamento delle banche
La presidente di Confindustria Pistoia interviene sul caso della svalutazione delle azioni della Banca Popolare di Vicenza e degli effetti negativi provocati soprattutto a Prato
PISTOIA. "Vicende come quella della Banca Popolare di Vicenza e delle azioni collocate a Prato poco prima che l’assemblea ne decidesse la svalutazione ci fanno toccare con mano quello che può succedere quando il legame della banca con il proprio territorio di riferimento si affievolisce o si interrompe", inizia così l'intervento di Federica Landucci, presidente Confindustria Pistoia.
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"D’altra parte, anche un vincolo troppo stretto presenta la possibilità di derive non utili o dannose per l’economia, come insegna per esempio il caso Monte dei Paschi, altrettanto agli onori delle cronache - continua Landucci - La crisi è nata dalla assunzione incontrollata di rischio da parte del sistema finanziario. E’ un bene che si giunga ad una migliore definizione delle regole, anche se nel breve periodo, e certamente durante gli ultimi anni, questo ha voluto dire meno credito per le imprese. Dal 2009 le banche hanno costantemente irrigidito i criteri per la concessione dei prestiti, con momenti di particolare gravità, come durante la crisi di liquidità del 2011. In prospettiva, regole migliori per il sistema creditizio portano però a minori rischi, maggiore fiducia fra le banche e nelle banche e maggior crescita".
"Nel cambiamento delle regole si inseriscono l’autoriforma delle fondazioni bancarie, la riforma delle banche popolari ed i progetti per le banche di credito cooperativo. Sono cambiamenti che produrranno un grosso impatto anche a livello locale - aggiunge la presidente Confindustria Pistoia - Il territorio non può restare indifferente alle sollecitazioni che arrivano. Avere un ruolo passivo può soltanto portare ad una progressiva marginalizzazione. L’opportunità che si apre è quella di avere banche più forti e meglio attrezzate per fornire alle imprese il credito di cui hanno bisogno. L’ottica non deve essere localistica. Serve comprendere quali sono i limiti di soluzioni locali, ma le peculiarità locali ed il legame con le singole realtà non deve essere trascurato". "Le banche di credito cooperativo hanno sempre avuto una vicinanza particolare al territorio, grazie alla conoscenza molto ravvicinata di problemi ed opportunità. C’è stato e c’è un limite che si è reso estremamente evidente con la crisi, legato alla dimensione che le rende troppo facilmente vulnerabili, incapaci di assumersi rischi significativi. Questo rappresenta anche un limite per le opportunità di sviluppo della nostra economia". "All’estremo opposto, la crescita della Cassa di Risparmio all’interno di Banca Intesa ha portato con sé i vantaggi di una grande banca ma ha anche allentato il legame una volta molto stretto fra il territorio e le sue opportunità - conclude Federica Landucci - La riforma sarebbe l’occasione per costruire sinergie prima impensabili fra quanti hanno a cuore lo sviluppo di Pistoia. In concreto, da parte delle Bcc si deve sicuramente partire da una verifica delle compatibilità esistenti fra gli istituti, che non può essere solo contabile, ma deve tener presenti le potenzialità di sviluppo connesse alle rispettive vocazioni. All’interno di questo percorso, l’intervento di altri soggetti si inserisce in modo naturale. Si pensa in primo luogo alle fondazioni bancarie, e quindi alla Fondazione Cassa di Risparmio, che per questa via rinsalderebbe la propria vocazione originaria di vicinanza al territorio pistoiese".
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