Sicurezza
Il campetto del Parco Puccini solo a pagamento
Protestano i residenti della frazione di Bottegone che avevano avuto altre promesse dall'Amministrazione di Pistoia e, inoltre, lamentano che i giardini devono essere ancora ripuliti dai danni della tempesta di vento
PISTOIA. Non sono solo i chilometri a separare il centro dalla periferia pistoiese. La distanza tra il cuore della città e le frazioni – parola di cittadino - si misura anche con le «promesse mai mantenute dagli amministratori». Tra queste c’è il piccolo parco “Puccini” del Bottegone, ribattezzato così dai residenti della zona che, a più riprese, hanno chiesto la realizzazione di un’area verde per «tenere lontani i ragazzi dalla strada».
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Oltre al danno di non veder mai sorgere neppure la brutta copia dell’illustre parco pistoiese, adesso c’è anche la beffa del campetto di calcio a pagamento per le famiglie del Bottegone. L’impegno preso dal Comune era quello di consentire il libero accesso all’area di gioco nelle ore pomeridiane. Dall’amministrazione assicurano di essere al lavoro «per individuare percorsi alternativi che vadano nella direzione di rispettare gli impegni presi». Non solo, il Comune si scusa con i cittadini per i ritardi accumulati tra il dire e il fare. Il campetto della discordia è quello dell’area scolastica Martin Luther King.
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Lasciato per anni nel degrado, «è stato ripristinato circa un anno e mezzo fa» spiega Gessica Simoni, una delle mamme della zona che sta lottando per avere un’ area che possa essere liberamente utilizzata dai ragazzi in orario extrascolastico e durante le vacanze estive. «Di fatto – continua Simoni – il campo è diventato a pagamento». Una volta rimesso a nuovo infatti, si è aperta la questione della sicurezza. Per garantire protezione a uno spazio ripetutamente al centro di atti vandalici, su cui il Comune ha investito circa 14mila euro (cifra diffusa dall’amministrazione), è stato quindi individuato un gestore, tramite il bando aperto nel 2014. «Individuarlo – precisano nella nota comunale – ha consentito di custodire e proteggere l’area pubblica». Resta il problema di come fare a garantire la sorveglianza diurna.
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Da quando l’Ac Bottegone gestisce il campetto, spiega Simoni, è stato messo un catenaccio al cancello. Per accedere all’area inoltre, occorre andare alla Casa del popolo, prendere la chiave e pagare la tariffa di accesso: «così come previsto dal bando» precisa il responsabile dell’Ac Bottegone, Sergio Fedi. La sorveglianza avviene esclusivamente attraverso una telecamera, e non per impegno diretto dell’associazione. L’affidamento dell’area dunque, secondo alcuni residenti, non è servito a garantire la custodia del campo ma solo a tenerlo chiuso con un lucchetto, a meno che qualcuno non voglia pagare. Un fatto inaccettabile per le mamme, che chiedono a gran voce l’utilizzo gratuito dell’unica area a disposizione per i loro figli.
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