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Prima la flebo, poi la laurea con lode

Elisa Valentini
Prima la flebo, poi la laurea con lode

Cutigliano, l’ansia gioca un brutto scherzo a una studentessa, ma dopo le cure ha discusso la tesi con successo

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CUTIGLIANO. Il giorno della propria laurea è sempre indelebile nel ricordo, spesso trafelato e ricco di emozioni. Ma quanto a originalità, pur dovuta ad uno spiacevole fuori programma, quello di Sibilla Farinati, trentenne residente a Cutigliano, sarà difficile da eguagliare. Ieri mattina Sibilla si è svegliata di buonora per prepararsi alla discussione della tesi.

L’appello era fissato intorno al mezzogiorno alla facoltà di Giurisprudenza di Novoli. Poi l’imprevisto. “Mentre ero in casa – racconta Sibilla – ho avuto un mancamento, mi sono andate via le forze e sono caduta giù per le scale interne percorrendo col corpo tutta la rampa. Per fortuna c’era il mio fidanzato che mi ha aiutato e ha chiamato subito i soccorsi”.

Sul posto sono intervenuti i volontari della Misericordia di Cutigliano, con a seguito l’automedica di San Marcello. Dopo i primi accertamenti, i soccorritori hanno immobilizzato Sibilla sulla tavola spinale e l’hanno portata in ambulanza all’ospedale di San Marcello.

“Ho battuto una gran botta – racconta Sibilla – ho ancora la schiena dolorante, inizialmente temevamo conseguenze più gravi”. Così, mentre nell’aula universitaria di Novoli, la discussione delle tesi dei laureandi che la precedevano in ordine di appello era già iniziata, la studentessa cutiglianese ha trascorso quasi un’ora, dalle 9.30 alle 10.20, in ospedale, con la flebo al braccio. Ma, grazie al suo carattere molto determinato, non si è scoraggiata. E non appena ha recuperato un po’ di forze, mentre mamma, fidanzato e familiari erano già convinti che la discussione della tesi sarebbe stata rinviata, Sibilla ha deciso di tentare il tutto per tutto.

Una volta uscita dall’ospedale, accompagnata dal fidanzato, si è precipitata a casa di volata per indossare il vestito elegante che aveva preparato e prendere il materiale necessario, poi è partita in auto per Firenze. “Il mio ragazzo mi ha sceso davanti all’università ed è andato a cercare parcheggio – racconta- io intanto, camminando più veloce che potevo, nonostante l’andatura vacillante, ho raggiunto l’aula, mentre la studentessa che mi precedeva in appello stava già esponendo la sua tesi. Pochi minuti dopo, la commissione mi ha chiamata”.

Lo sforzo ha ricevuto una degna ricompensa: Sibilla, con la sua tesi sul “Diritto alla salute per gli immigrati”, che traccia una comparazione fra le esperienze maturate in Italia e Spagna, si è aggiudicata il 110 e lode. E, nonostante i dolori postumi della caduta, ha festeggiato a pranzo con tutta la famiglia.

 

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