Il Tirreno

Pistoia

dramma all'asilo

Caso Mattia, entro cinque giorni la decisione sulla richiesta di archiviazione

I genitori del piccolo Mattia assieme al loro avvocato
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I genitori del piccolo Mattia assieme al loro avvocato

Pistoia, udienza in tribunale dopo l'opposizione alla chiusura dell'inchiesta presentata dai genitori del bimbo morto dopo il malore all'asilo che vogliono l'imputazione coatta delle tre maestreindagate

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PISTOIA. La gip del tribunale si è riserva: renderà nota entro cinque giorni la propria decisione sulla richiesta di archiviazione dell'inchiesta sulla morte del piccolo Mattia Pierinelli, il bimbo morto il 7 dicembre 2009, cinque giorni dopo che si era sentito male mentre si trovava all'asilo nido comunale Lago Mago di Pistoia.

La giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci, in seguito all'opposizione alla richiesta del pm presentata dai genitori del bambino, aveva fissato per questa mattina, lunedì 20, l'udienza per il contraddittorio, che è andata aveanti per circa un paio d'ore, nel corso delle quali hanno parlato i difensori delle tre maestre indagate e i legali dei familiari del bimbo. Il pubblico ministero invece aveva già depositato una proria memoria scritta.

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Una volta ascoltate le ragioni delle parti, la gip si è riservata la decisione: entro cinque giorni comunicherà se  archiviare, ordinare al un ulteriore supplemento d'indagine oppure ordinare l'imputazione coatta.

Nelle proprie motivazioni il pm Claudio Curreli aveva spiegato come l'impossibilità di individuare, con il necessario grado di certezza o di elevata probabilità, il momento dello scuotimento, impediva di esercitare l'azione penale sia nei confronti delle tre maestre indagate sia nei confronti di coloro che erano stati in compagnia del bimbo nelle ore precedenti il suo ingresso all'asilo (la madre e la nonna), "essendo oltremodo chiaro che tale esercizio può avvenire solo in presenza di una chiara responsabilità individuale e che nessun contributo ulteriore potrebbe essere fornito da un ipotetico dibattimento".

Nella loro consulenza, infatti, i tre periti nominati dal gip nell'ambito dell'incidente probatorio disposto su richiesta dello stesso pm, collocano l'episodio di scuotimento tra le 7 e le 11 della mattina in cui Mattia entrò in coma all'asilo, con la possibilità di estendere tale spettro a qualche ora precedente.

Convinti che - come scritto nero su bianco dai loro periti di parte e nella sentenza del giudice civile che li ha risarciti - sia possibile circoscrivere lo scuotimento fatale all'orario in cui il loro figlioletto si trovava già all'asilo, Riccardo Pierinelli e la moglie Caterina Innocenti avevano invece depositato in tribunale un'istanza in cui chiedono che il gip imponga al pubblico ministero  di redigere un'imputazione coatta e chiedere il rinvio a giudizio delle tre maestre indagate per il reato di omicidio colposo.

In subordine, sempre attraverso i loro legali, hanno chiesto un supplemento di indagine: una nuova audizione del consulente di parte della famiglia, nonché quella di due nuovi specialisti (un neuroradiologo infantile e un esperto della Sbs, la Sindrome del bambino scosso) per un'ulteriore lettura delle tac eseguite sul bimbo durante i giorni di ricovero all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

 

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di Redazione web