Il Tirreno

Pistoia

«Andavano a pranzo per dire come aggirare le regole sugli appalti»

di Pasquale Petrella
«Andavano a pranzo per dire come aggirare le regole sugli appalti»

Dirigente della Digos rivela davanti ai giudici i contenuti delle intercettazioni fatte a Marcello Evangelisti

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PISTOIA. Seduta fiume ieri mattina davanti al tribunale presieduto da Anna Maria Sacco per l’ennesima udienza del processo che vede alla sbarra l’ex dirigente dell’ufficio lavori pubblici del Comune di Pistoia, Marcello Evangelisti ed altre quindici persone coinvolte nell’inchiesta su una lunga serie di presunti appalti pilotati. La mattinata di ieri è stata dedicata all’audizione del dirigente della Digos della questura di Pistoia, Luigi Larotonda che ha condotto le indagini. A porgli le domande il sostituto procuratore della Repubblica, Francesco Sottosanti nel silenzio di un’aula stracolma di avvocati. L’attenzione si è concentrata su una serie di intercettazioni a cominciare da quella del 12 aprile 2011 effettuata nel ristorante Il Cucciolo. «Gli indagati parlavano poco al telefono ed invece si sentivano più tranquilli nei locali pubblici - ha detto il dirigente della Digos - Ed ecco perché da quella intercettazione nei locali pubblici abbiamo potuto scoprire che gli incontri fra Evangelisti e gli imprenditori, servivano per mettere a punto le strategie per aggirare le norme sugli appalti».

Il giorno dell’intercettazione nel ristorante Il Cucciolo di Pistoia, l’ingegner Evangelisti ci va con l’imprenditore Riccardo Vespignano e, secondo l’investigatore, quella è una delle occasioni in cui Marcello Evangelisti si sbilancia e racconta come funziona il sistema per aggirare le norme sugli appalti e lascia anche intendere come siano pilotati. «Per l’appalto per i lavori di ristrutturazione dell’asilo Il Melograno non hai chance» risponderebbe Evangelisti a Vespignano che gli chiedeva di poter partecipare all’appalto da 1,6 milioni di euro. «Il fatto è che questa intercettazione avviene due mesi prima dell’apertura ufficiale delle offerte tecniche per quell’appalto» dice il dottor Larotonda. «Durante il pranzo Evangelisti dice a Vespignani che lui deve confrontarsi con ditte concorrenti mentre Vescovi (altro imprenditore imputato ndr) si confronta con colleghi, cioè è lui a presentargli le cinque ditte da chiamare per formalizzare l’appalto». Un esempio, secondo Larotonda, sarebbero due appalti vinti dalla Vescovi Renzo spa nella seconda metà del 2011 (uno riguarda il parcheggio scambiatore di viale Adua) con le solite cinque ditte partecipanti classificatesi nello stesso ordine di offerte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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