Sicurezza
Xylella, contromisure per evitare il contagio
Pronto un protocollo di prevenzione fitosanitaria che tutti i vivaisti dovranno adottare
PISTOIA. «Nessun allarme a Pistoia per la Xylella, ma questo non deve far abbassare il livello di allerta», con queste parole esordisce Vincenzo Tropiano, direttore Coldiretti Pistoia, a proposito del batterio killer che sta minacciando gli oliveti pugliesi insidiandosi nei vasi linfatici della pianta e bloccando l’alimentazione della stessa. La malattia inizia con il disseccamento della chioma a zone, estendendosi via via a tutto l’albero e terminando con la morte della pianta.
«La xylella fastidiosa è stata localizzata solo nell’area della provincia di Lecce, quindi la Toscana è assolutamente indenne dalla presenza di questo batterio. Questo ci fa piacere, ma non dobbiamo abbassare il livello di allerta. La Regione, la prima in Italia, ha già disposto un protocollo di autocontrollo fitosanitario che ogni singola azienda vivaistica dovrebbe attuare e che consente di monitorare ogni pianta e di agire in maniera circoscritta senza dover bloccare l’intera movimentazione. Il batterio attacca oltre 102 specie differenti, non riguarda solo l’olivo, anche se questa è una delle piante più colpite. È difficile ricondurre la sua localizzazione ad una determinata zona, così come è difficile capire in che modo si sia diffuso. La prevenzione è quella della lavorazione del terreno per distruggere le larve e le uova del batterio ed evitare così che si propaghi. Ma ad oggi non vi è alcun rimedio».
«L’appello che fa la Coldiretti – continua Tropiano - è che ogni singolo vivaista attui questo protocollo di autocontrollo che consiste in un insieme di regole importanti, tra le quali il controllo delle piante che entrano nel vivaio, quanto devono stare insieme, tenerle sotto osservazione ed isolarle nel caso in cui presentino i primi segni della malattia». «Sembra che il batterio provenga dal sud America, forse da una piantina di caffè ornamentale arrivata dal Perù, ma non è certo – dice Francesco Mati, vicepresidente Confagricoltura Pistoia - In Toscana non sono stati riscontrati casi di xylella, la profilassi che è stata messa in atto è riuscita a circoscrivere l’episodio solo nella zona della Puglia».
Nessuna preoccupazione sembra arrivare dai vivaisti, che si sentono particolarmente tranquilli sulla questione xylella. «Non c’è pericolo a Pistoia, non facciamo allarmismi inutili –la risposta di Vannino Vannucci, titolare dell’omonima azienda- Noi produciamo qui le nostre piante e sono pulite. A breve attueremo il protocollo di autocontrollo, ma questo riguarda tutte le problematiche che potrebbero colpire le piante, non la xylella. Ogni azienda si impegnerà per un controllo maggiore, ma niente di più». «In Toscana non esiste il batterio xylella, che tra l’altro per vivere ha bisogno di determinate temperature –il commento di Fabio Fondatori, marketing e comunicazione Giorgio Tesi- Noi facciamo tutto quello che ci viene chiesto dalla Regione, le nostre piante sono iper controllate, non c’è alcun rischio».
Alessandra Tuci
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