Attenzione
Terme, patti non rispettati. "Ora un serio controllo sulla commissione"
Forza Italia di Montecatini accusa il sindaco di non aver mantenuto la promessa di inserire un tecnico esperto,e la Regione di non aver indicato i finanziamenti necessari a risollevare la società
MONTECATINI. "Dopo tanti annunci la giunta Bellandi ha fatto calare il silenzio sulla situazione delle Terme, metodo questo ormai consolidato in tutte le loro manifestazioni. Dopo giorni di frenesia, Consigli Comunali convocati d'urgenza e protocolli d'intesa o meglio “di aria fritta”, tutto sembra finito a tarallucci & vino o, peggio ancora,possiamo dire che dopo i classici fuochi d'artificio è definitivamente calato il buio pesto".
Un attacco diretto verso l'amministrazione comunale quello sferrato dal coordinamento montecatinese di Forza Italia a proposito di Terme. "I cittadini sono ormai rassegnati ai comportamenti della giunta Bellandi - prosegue la nota - e questo vale per le tasse, la sicurezza, la burocrazia i lavori pubblici fatti male (vedi piazza del Popolo e via Cavallotti, per non parlare degli sperperi come miss Italia e giri ciclistici)."
Il Protocollo d'intesa. Ma tornando alle Terme, secondo gli azzurri "la legge finanziaria 2015 ha previsto una serie di tecnicismi mirati alla riduzione delle società partecipate da parte degli enti pubblici, definita la sua razionalizzazione. Il sindaco ed il presidente della Regione dovevano predisporre entro il 30 marzo 2015 un piano per la dismissione delle partecipazioni. La norma contiene una curiosità: il piano deve essere redatto dal Governatore o dal primo cittadino senza prevedere l’ausilio dei tecnici. Così la Regione annuncia il suo piano di indirizzi politico manifestando attenzione alla società Terme di Montecatini considerandola di fondamentale importanza per il territorio, per il tessuto economico sociale e per gli operatori del settore alberghiero, tanto da indurre il sindaco a convocare un consiglio comunale per dare l’annuncio della soluzione del problema terme … Trattandosi di società partecipata, da Comune e Regione, durante l’amministrazione di centrodestra con partecipazione paritaria al 50% del suo capitale sociale, viene redatto a cura del socio Regione un documento definito Protocollo d’intesa con cui dare attuazione all’indirizzo politico espresso dalla Regione. Trattandosi di documento afferente società partecipate da enti pubblici tale documento deve essere approvato dai rispettivi Consigli comunale e regionale. Quindi al suo interno vengono ripetuti gli indirizzi politici regionali rispetto alla posizione che la società Terme di Montecatini assume per il suo territorio, per il suo tessuto sociale ed economico, per la cittadinanza tutta. Viene così a chiudersi quel buco normativo che non prevedeva l’ausilio dei tecnici nella sua predisposizione, con l’inserimento di una commissione tecnica che avrà un compito strategico progettuale-esecutivo degli indirizzi politici espressi".
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Attacco all'amministratore. "Durante il percorso che questo documento compie per la sua approvazione - insiste Forza Italia - accade un fatto nuovo e di una gravità estrema. La Giunta regionale pubblica una sua delibera sull’argomento società Terme di Montecatini contenente tre elementi sostanziali. La Giunta delibera che la società Terme versa in precarie condizioni economiche, non riesce a far fronte ai suoi impegni finanziari", e lancia pesanti critiche all’amministratore Fabrizio Raffaelli: “Il quadro conoscitivo offerto dall'Au ai soci risulta lacunoso, non coerente, non efficace e non tempestivo e conseguentemente non idoneo, se non addirittura fuorviante, ai fini della consapevole e corretta adozione della deliberazione dell'assemblea dei soci in merito all'autorizzazione alla stipula del contratto con il pool di banche, proprio nell'ottica della massima tutela della società stessa". E ritiene pertanto "che sia venuto meno l'elemento fiduciario che caratterizza il mandato del socio all'amministratore, al punto di renderne necessaria la revoca".
Dissesto. A questo punto, il coordinamento di Fi ricorda che "la Regione è un ente complesso con una dotazione organica e funzionale diretta da personale altamente qualificato. Quindi strutturata con un servizio per le società partecipate un servizio legale, un servizio di assistenza tecnico giuridica per la formazione degli atti della giunta. Quindi la delibera di giunta in commento risulta essere predisposta dal personale tecnico della regione, che segue gli indirizzi politici ed amministrativi della giunta. Come si comporterà quel dirigente inserito nella commissione tecnica prevista dal protocollo di intesa di fronte alla considerazione che la società terme viene definita in uno stato prefallimentare e con un amministratore che non gode più della fiducia del socio di maggioranza? Non potrà certo andare contro alle indicazioni della sua parte politica. Quindi, darà indicazione di ricorrere ad una soluzione prevista dalla legge fallimentare in materia di società in crisi o predissesto. Già, perché con questa strada non si mettono i soldi per superare il momento di grave difficoltà che attraversa la società terme".
Soldi e opportunità. "La regione, quale socio di maggioranza - prosegue il raionamento - una volta percorsa la strada indicata dalla legge fallimentare potrà sempre trovare (o aver già trovato) imprenditori ai quali cedere il pacchetto di maggioranza. Il comune no. Perché? la gestione della giunta Bellandi ha regalato la maggioranza alla regione. Infatti gli aumenti di capitale sociale della società terme sono stati sottoscritti e versati dalla regione al valore nominale senza pagare alcun sopraprezzo, come se la società avesse lo stesso valore del suo capitale sociale: cioè di euro 26.378.520. Quindi, fatto pari un valore della società di 100 milioni di euro, il comune ha regalato alla regione circa 16 milioni . Come forza politica responsabile abbiamo illustrato questa situazione al sindaco e votato il protocollo d’intesa con la promessa, da lui non rispettata, di poter inserire un tecnico esperto all’interno della commissione prevista da tale protocollo. Purtroppo le promesse del sindaco sono vane, e quindi invochiamo un attento esame e soprattutto un riequilibrio di tale situazione, maturata a scapito del patrimonio del nostro comune quale socio della società terme all’interno dei lavori della commissione tecnica".
Controlli sulla commissione. "Le nostre preoccupazioni - conclude la nota - sono fondate sui fatti, e non sulle aspettative politiche della giunta e del sindaco. I fatti ci dicono che nel bilancio della regione nessuna variazione di stanziamento di somme risulta essere appostata per risolvere i problemi finanziari della società terme, concludere i lavori e gli investimenti previsti. Quindi, invitiamo tutti i cittadini ad un attento controllo sui lavori della commissione, che dovranno svolgersi nella massima trasparenza e con una rendicontazione a verbale di tutte le sedute, di cui i cittadini dovranno essere informati. Ricordiamo agli addetti ai lavori presenti nella commissione che non è certo la tecnica che risanerà la situazione delle terme, ma i soldi . E di questi non si vede né traccia, né chi li mette. Come noi, appare vittima di questa scellerata politica anche l’amministratore delle Terme Fabrizio Raffaelli a cui rinnoviamo la nostra stima ed affetto per le sue doti morali e solidarietà politica per le modalità con cui è stato travolto e abbandonato dalla sua maggioranza. Con l’auspicio che questo non sarà il destino delle Terme, e dei cittadini di Montecatini innamorati della loro città. Non ci resta che aspettare".
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