La manifestazione
Bartoli: ho subito un attacco violentissimo e sleale
Pistoia, l'esponente Pd si ribella a quella che definisce la gogna mediatica a cui è stato sottoposto
PISTOIA. La vicenda delle candidature alle elezioni regionali continua a scuotere il Pd pistoiese. Roberto Bartoli, coinvolto nella vicenda della telefonata registrata dalla collega di partito Simona Laing, replica e contrattacca. Questo il testo del suo comunicato:
"Io alla gogna mediatica non ci sto e mi difendo da un attacco violentissimo e sleale alla mia persona. Ho trascorso tutta la mia vita a combattere per legalità e rispetto, figuriamoci se voglio farmi infangare da una vicenda come questa. Ho ascoltato più volte la telefonata e solo una cosa risulta chiara: si è voluto montare il nulla più assoluto. Il piano penale.
Mi sono state attribuite frasi che non ho mai pronunciato: “se ti canditi ti ricopriamo di m.” pubblicata virgolettata ieri da Il Fatto quotidiano e da altri, non l’ho mai detta: che almeno la pubblicazione della registrazione serva a qualcosa … La frase è, e non ho paura di riportarla: “guarda Laing che se tu cominci a tirar m. non sai quanta m. ti arriva addosso”. Quindi nessuna minaccia, nessuna offesa, nessun stile mafioso, nessuna intimidazione, nemmeno politica, come altri quotidiani hanno scritto e come qualcuno continua a dire.
Piuttosto una difesa: chi semina vento, raccoglie tempesta. Di più: in un contesto dove si pugnalano anche amici alle spalle (e questa vicenda lo dimostra), ho fatto una telefonata franca, anche ruvida a tratti, ma dove io dicevo a un’amica che non l’avrei sostenuta, a viso aperto.
Sul piano politico, vale a dire ciò che conta. Ricordo che la direzione provinciale ha escluso Laing con il 97%. A me pare inverosimile non solo che ci si sia voluti candidare con il 3%, ma anche che una volta esclusi dal 97% si sia fatto tutto questo trambusto. Certo che c’è stato un accordo politico tra tutte le aree: e dove sta lo scandalo?
E’ autentica follia gridare all’immoralità per un accordo, udite udite, politico! E’ esattamente ciò che un partito richiede. Il piano etico. A tutti i censori, ricordo che dalle gogne mediatiche, proprio perché gogne e mediatiche, nessuno esce bene. Auguro loro che non accada altrettanto: che una conversazione normale, perché di questo si tratta, sia strumentalizzata in modo sleale.
Mi domando come questi censori verrebbero fuori da una conversazione che è una mera trappola! Ma soprattutto, se è grave la registrazione premeditata dove chi registra parla furbescamente perché sa di registrare, gravissima è la sua divulgazione. Perché avrebbe avuto senso divulgare se io avessi fatto qualcosa di male. Allora mi sarei vergognato e avrei chiesto scusa.
Ma siccome proprio dalla registrazione emerge che è tutta una montatura, che io non ho fatto o detto nulla di male salvo sostenere le mie ragioni legittime e lecite, è evidente che la cosa è stata fatta solo per mettere in moto la macchina del fango. Potrei dire molto ancora, domandare: perché registrare tendendo una trappola? Perché divulgare solo dopo l’esclusione? Tutto questo supporto dei giornale nasconde qualcosa?
Ma per carità di patria e rispetto altrui, non lo faccio. E dormo sonni tranquillissimi. Io faccio politica, quella vera e presto la mia proposta per ripianare il bilancio del Comune di Pistoia che presenterà un buco di alcuni milioni".
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