La manifestazione
Coldiretti: sono 200 i vivai a rischio
I danni causati dal vento ai vivai nella nottata del 5 marzo sono superiori al 30% della media del fatturato del settore. Se la raccolta dei danni effettuata dalla Provincia è rimasta sotto quella...
I danni causati dal vento ai vivai nella nottata del 5 marzo sono superiori al 30% della media del fatturato del settore. Se la raccolta dei danni effettuata dalla Provincia è rimasta sotto quella soglia, impedendo così la proclamazione dello stato di calamità naturale, è perché molte aziende non hanno potuto conteggiare i danni patiti o perché questi ultimi emergeranno solo in un secondo tempo. Ma di fatto sono 150-200 le aziende pistoiesi la cui esistenza è posta a repentaglio dai danni subiti dalla bufera di vento. Lo sostiene una nota della Coldiretti, che ha direttamente raccolto le segnalazioni di 450 aziende per un totale di 91 milioni di euro.
«Per impedire che il vento ci porti via un pezzo della nostra economia del verde occorre pensare insieme alle istituzioni una soluzione che permetta di ottenere ai vivai i benefici previsti in caso di proclamazione della calamità naturale: sospensione della rate di un mutuo, agevolazioni contributive dall'Inps, un aiuto immediato alla ricostruzione di una serra o un capannone aziendale».
E una lettera per chiedere aiuti concreti per il vivaismo pistoiese lìha inviata il presidente della Regione Enrico Rossi al ministro dell'agricoltura e foreste, sottolineando come, nonostante i danni per complessivi 140 milioni di euro non superino la soglia dei 200 che avrebbe permesso di attivare gli aiuti di Stato perchè superiori al 30% della produzione lorda vendibile, al momento le imprese danneggiate non possono ricevere un aiuto proporzionato, indispensabile per proseguire la loro attività.
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