Il Tirreno

Pistoia

«A Prunetta i profughi non li vogliamo ospitare»

«A Prunetta i profughi non li vogliamo ospitare»

Accesa assemblea pubblica nella sede della Proloco che ha visto i cittadini contestare la decisione del prefetto di inviare nella frazione 14 extracomunitari

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PRUNETTA. «A Prunetta i profughi non li vogliamo». «Non siamo razzisti, ma realisti: prima di dare assistenza agli stranieri, bisognerebbe pensare agli anziani e ai disoccupati italiani». Queste le affermazioni di protesta rivolte dai cittadini di Prunetta agli operatori della cooperativa Gli Altri, al sindaco di Piteglio, Luca Marmo, e altri amministratori presenti, nel corso dell’assemblea pubblica tenuta nella sede della Proloco di Prunetta per parlare dell’accoglienza dei profughi, massimo 14, che nei prossimi giorni saranno sistemati in 3 appartamenti in paese. Una decisione che alla maggior parte dei 30 cittadini presenti in sala non è andata giù. La sistemazione in un terratetto sulla via centrale ha suscitato le maggiori perplessità. «Siamo preoccupati, specie per i nostri figli – ha detto un cittadino– potrebbero emergere problemi di ordine pubblico». Da qui la proposta di individuare una sistemazione più decentrata, cosa che non sarà fattibile almeno per i primi tempi: il contratto di locazione col proprietario è già firmato per 6 mesi e, ci dicono dalla cooperativa, «le persone che si fanno avanti per affittare alloggi ai profughi sono poche». La discussione è divenuta subito accesa e i relatori, bersagliati dalle esternazioni di contrarietà dei cittadini, sono riusciti a fornire pochi dettagli sull’accoglienza, che costerà 35 euro al giorno per persona, pagati con fondi europei. «Non ci interessa come li gestirete -ha detto una cittadina - che immagine daremo ai villeggianti se queste persone inizieranno a bighellonare per la strada?». «Il Prefetto – ha spiegato Marmo – già la scorsa estate ci convocò per chiedere di farci carico di un numero di persone proporzionato al territorio. La prima ricognizione delle strutture ricettive non ebbe riscontro positivo e la cosa si appianò. Allora il prefetto ci sollecitò di nuovo per l’emergenza crescente. La cooperativa aveva individuato alcuni alloggi a Popiglio; poi però, siccome la ricerca risponde a pure dinamiche di mercato, si è optato per Prunetta. Ho dato disponibilità ad accogliere 10-15 persone– ha concluso – per evitare l’extrema ratio, ovvero che il prefetto individui un albergo vuoto e ci collochi un numero di persone molto più alto».

«Siamo sudditi o cittadini? – ha ribattuto la platea- ci convocate a cose già fatte. Al prefetto non interessa se circoliamo su strade da terzo mondo, ma se c’è da collocare i profughi si ricorda anche di Prunetta». E visto che una parola tira l’altra, l’agente della Polizia municipale in servizio è intervenuto per placare gli animi. Anche la proposta di coinvolgere i profughi in lavoretti di pulizia del paese è passata in secondo piano e i cittadini si sono alzati sciogliendo di fatto l’assemblea.

Elisa Valentini

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