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Pistoia

la protesta continua

I coniugi Barli ancora sul Battistero per i figli

I coniugi Barli ancora sul Battistero per i figli

PISTOIA. «Senza figli la nostra vita non ha più senso. Siamo pronti a rimanere quassù finché non ci daranno delle garanzie sul ritorno a casa dei nostri bambini». Per la quinta volta in un anno, alle...

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PISTOIA. «Senza figli la nostra vita non ha più senso. Siamo pronti a rimanere quassù finché non ci daranno delle garanzie sul ritorno a casa dei nostri bambini». Per la quinta volta in un anno, alle 5 di ieri mattina, Stefano Barli è salito sul Battistero per chiedere il ritorno a casa dei suoi due figli. Insieme a lui anche la moglie Catiuscia Grossi, com’era già accaduto il 27 gennaio scorso.

Dal 2 aprile 2014, data in cui il Tribunale dei minori di Firenze ha disposto l’allontanamento dei bambini dalla famiglia a seguito della relazione firmata dai servizi sociali del Comune di Pistoia, le “arrampicate” della coppia sul Battistero sono state ricorrenti. L’ultima, quella ancora in corso, è stata decisa lunedì sera, «dopo che – spiega Barli – non mi hanno permesso di vedere i bambini». «La visita – continua l’ambulante – è saltata perché la volta precedente avevo chiesto al più grande dei miei figli se sarebbe tornato volentieri a casa». I due bambini, di 7 e 4 anni, da un anno sono accolti in un istituto religioso di Firenze, in attesa di essere dati in affidamento a un’altra famiglia. Come già avevano fatto il 2 aprile scorso, adesso i coniugi, dalla cima del Battistero, rivolgono un nuovo appello a Papa Francesco, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Matteo Renzi, e al ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Proprio quest’ultimo, nel gennaio scorso, aveva incontrato Stefano e Catiuscia a Roma, alla presenza dell’assessore al sociale del Comune di Pistoia, Tina Nuti. «Il ministro Orlando – spiega adesso Barli – ci aveva detto che entro giugno le cose si sarebbero sistemate e che i nostri figli sarebbero tornati a casa. Invece i tempi si allungano sempre di più». Dal Tribunale infatti sono state disposte altre perizie sia sui genitori che sui bambini. «Su di me – continua l’ambulante – non faranno più alcuna verifica. Adesso basta. Orlando durante l’incontro mi aveva anche detto che potevo dire ai miei bambini quello che volevo durante le visite. Ma quando ho chiesto a mio figlio se sarebbe tornato volentieri a casa, hanno subito preso provvedimenti».

La protesta che si sta consumando in queste ore, era annunciata. Barli infatti, il 2 aprile scorso, dopo essersi appellato al Papa, aveva annunciato «azioni clamorose». Il Battistero, di facile accesso attraverso il ponteggio laterale, si è così trasformato per l’ennesima volta nel teatro della protesta. L’avvocato della coppia, Simone Castagnoli, già nelle scorse settimane si era dissociato dalle intenzioni dei suoi assistiti, bollandole come atti dannosi ai fini del procedimento in corso. «Da qui – dice Barli – non ci muoveremo fino a quando non sarà valutato un piano di rientro a casa per i nostri bambini».

Beatrice Faragli

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