Il Tirreno

Pistoia

e gli ambulanti scrivono al sindaco

Catiuscia scende, Stefano Barli resta sul Battistero

Catiuscia scende, Stefano Barli resta sul Battistero

PISTOIA. Stefano Barli continua la sua protesta dalla cima del Battistero, mentre la moglie Catiuscia Grossi, a distanza di un giorno e mezzo dall’ ultima “arrampicata”, ieri pomeriggio ha deciso di...

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STOIA. Stefano Barli continua la sua protesta dalla cima del Battistero, mentre la moglie Catiuscia Grossi, a distanza di un giorno e mezzo dall’ ultima “arrampicata”, ieri pomeriggio ha deciso di scendere. Barli invece, finché non avrà garanzie su un piano di rientro a casa per i suoi due figli - affidati un anno fa a un istituto religioso su disposizione del Tribunale dei minori di Firenze – continuerà nella sua protesta. Da ieri, «ho cominciato anche uno sciopero della fame» dice.

A protestare però, non è solo lui. Dopo la quinta occupazione del Battistero in un anno da parte di Barli, adesso anche gli ambulanti del mercato cominciano a farsi sentire.

Sono ovviamente quelli che il mercoledì e il sabato hanno il banco proprio davanti al Battistero e che per l’ennesima volta sono stati costretti a spostarsi, con tutti i disagi del caso. Ieri il gruppo di ambulanti, ha scritto al sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli per dire «ora basta, noi – mettono nero su bianco – perdiamo il lavoro». «Oggi (ieri, ndr) siamo stati calmi e tranquilli, perché il nostro scopo è quello di lavorare e non di creare problemi. Purtroppo – continuano – la situazione è statica e senza soluzioni, e noi siamo quelli che ci stanno rimettendo le giornate di lavoro». «Nessuno – scrivono– riesce a prendere una decisione giusta e definitiva per questo signore (Barli, ndr) oppure a smontare finalmente l’impalcatura». Da qui in avanti, gli ambulanti vorrebbero rimanere al loro nell’eventualità che si ripresenti una situazione simile alle cinque già vissute da aprile 2014 in poi. Ed è proprio questo che chiedono al sindaco. Se così non dovesse essere, il gruppo chiede allora di essere rimborsato dal Comune sul fronte del suolo pubblico e delle giornate lavorative perse.

Beatrice Faragli

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