Il dolore
UNA VISIONE DI RETROGUARDIA DELLA CITTÀ
Ero presente all'apertura della terza rassegna "Leggere la città" dedicata al tema dello spazio pubblico ed ho ascoltato l'intervento di apertura del Sindaco e la lectio magistralis di Edoardo...
Ero presente all'apertura della terza rassegna "Leggere la città" dedicata al tema dello spazio pubblico ed ho ascoltato l'intervento di apertura del Sindaco e la lectio magistralis di Edoardo Salzano.
Premettendo che tutte le occasioni di riflessione e di crescita culturale sono le benvenute, è obiettivamente lecito, dopo un lungo tragitto di mandato amministrativo, non affidare solo alle parole la visione della nuova città ma soprattutto dare un volto ad essa attraverso concreti interventi di modificazione dello spazio urbano con opere aggiornate e in grado di far crescere l'intero tessuto.
Un senso di smarrimento, invece, ha colto molti degli intervenuti che con la loro presenza in sala maggiore hanno testimoniato una volontà di attenzione nei confronti del tema, ma al contempo hanno dovuto nuovamente sorbirsi un fiume di dotte parole distanti da ciò che nella quotidianità viene poi realizzato...
Dal Sindaco, una serie di richiami alla valenza dello spazio pubblico così astratti tanto ad arrivare a chiedersi (chi la mattina appena si alza non si pone questa domanda) se l'aia dei casolari può considerarsi una sorta di spazio pubblico dove la gente "cicaleggia"?. Non mi pare che in questi tre anni di mandato la città e i suoi spazi siano cresciuti qualitativamente: concorsi di idee abortiti (clamoroso quello del parco dell'ex campo di volo e di piazza dello Spirito Santo), piste ciclabili invasive con l'asfalto, piazze e slarghi banalizzati con arredi inguardabili e c'è voluta la bufera per restituire respiro e visibilità dei fronti ad alcune piazze (piazza del Carmine) trasformate in uno svincolo e deposito di auto. Per non parlare del processo burocratizzato del nuovo assetto dell'area ex Ceppo: in altre edizioni di Leggere la città sono state presentate altre esperienze di respiro europeo (concorsi di architettura e programmi condivisi) e in cosa ci hanno condizionato positivamente? Siamo riusciti a costituire un comitato di garanti per stanchi processi di partecipazione quando oramai già tutto è stato deciso.
Il prof. Salzano, personaggio rispettabilissimo, nel corso della sua storia professionale ha lavorato a decine di piani regolatori e svolta attività politica che quindi, anche se in parte, anche lui ha contribuito a determinare tanti delle questioni non risolte nelle nostre città. Visioni urbanistiche che hanno introdotto regole ad ogni livello e parcellizzato il territorio ma che hanno tralasciato il tema vero irrisolto, cioè quello della qualità dei progetti architettonici e di modificazione dello spazio urbano.
Sinceramente, tanto per rompere la cappa di finto consenso che aleggia intorno a questi eventi, mi pare che questo genere di iniziative siano, più che un'occasione di riflessione avanzata sulla città, la volontà di creare un vestito su misura ad una visione delle politiche urbane datate e di retroguardia che fino ad oggi ha generato solo fiumi di parole e interventi discutibili. Non la città che si rigenera ma che si parla addosso.
arch. Alessandro Suppressa
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