Il Tirreno

Pistoia

Aereo cade tra i campi, pilota illeso

di Beatrice Faragli
Aereo cade tra i campi, pilota illeso

Un’avaria dopo il decollo quando l’ultraleggero era già a 15 metri d’altezza, la manovra di planata ha attenuato l’impatto

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QUARRATA. Due secondi al massimo a disposizione per non lasciare che la paura prenda il sopravvento. Per fare un atterraggio d’emergenza da manuale e salvarsi la pelle.

Giovanni Sigigliano, 36 anni, pratese, era già sospeso a quindici metri d’altezza quando il suo ultraleggero ha avuto un calo di potenza. I motori lo hanno tradito in fase di decollo e il velivolo ha perso rapidamente quota puntando verso terra. Sigigliano è riuscito comunque a manovrare il piccolo aereo anche senza motore e ad attenuare l’impatto planando sui campi .

Il giovane pilota è uscito illeso dall’incidente, avvenuto ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, al campo di volo “Il Pinguino”, nella frazione di Santonuovo a Quarrata. Ma non è stata solo una questione di fortuna. «Hai due secondi per pensare – racconta Giovanni – Quando ho sentito il calo di potenza, mi sono reso conto che l’unica soluzione era planare. Mi sono detto: “stai calmo e non fare cavolate”».

Due le regole da rispettare: «Smaltire l’energia e non causare danni ad altre persone». Salvare se stessi e gli altri. Così il pilota pratese, con in tasca un brevetto da due anni e mezzo, ha mantenuto la traiettoria. Perché sì, i motori erano andati, ma i comandi funzionavano benissimo. Per prima cosa ha evitato di virare. Un cambio di rotta, spiegano dal campo di volo quarratino, sarebbe costato caro a Sigigliano. Poi ha superato la strada davanti a sé ed è atterrato fuori campo, in uno dei vigneti vicini al campo di volo “Il Pinguino”. Lì il velivolo ha fatto una “scivolata” sull’erba di pochi metri. «Grazie al basso peso – spiegano dalla scuola di volo – gli ultraleggeri hanno molta meno energia da smaltire. La sicurezza sta proprio in questo».

La parte anteriore dell’aeromobile ha avuto le conseguenze peggiori. Ma il pilota ne è uscito illeso. Sul posto sono subito intervenuti i soccorritori della Misericordia di Casalguidi e l’automedica di Agliana. Giovanni però non ha nemmeno voluto essere trasportato al pronto soccorso. E’ rimasto lì, in quel campo di viti, a raccattare i pezzi dell’aereo (che possiede in comproprietà) insieme a un gruppetto di amici, patiti di cielo come lui.

A due ore dall’incidente, era ancora in via Santonuovo. Sul fatto di “rimontare in sella”, Sigigliano preferisce non rispondere. Ma gli altri piloti non hanno dubbi: «E’ come quando si cade da cavallo. Ci si rimette subito ai comandi» dicono. Negli anni scorsi, se l’era vista brutta, per due volte, anche il fondatore dell’aeroclub “Il Pinguino”, Antonio “Mimmo” Buoncristiani: anche in quei casi furono due atterraggi di emergenza senza danni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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