Sicurezza
Vendevano eroina anche agli studenti
Sgominata dalla polizia una banda che agiva nei parcheggi vicini alle scuole del centro. Filmate decine di cessioni
PISTOIA. Anche tanti adolescenti tra i loro clienti. Studenti di 15, 16 anni, delle scuole superiori vicine ai luoghi scelti per lo spaccio, ingannati, come sempre più loro coetanei, dall’illusione che quell’eroina, fumata anziché iniettata in vena con una siringa, non potesse fare più male di uno spinello, del quale, inoltre, aveva quasi lo stesso costo. Sgominata dalla Squadra mobile della questura di Pistoia una banda di africani che aveva messo in piedi un giro di spaccio di eroina nel centro di Pistoia e anche a Montecatini.
In manette, quattro nigeriani, un ghanese e un sudanese, sottoposti a fermo di polizia giudiziaria su disposizione del pm Claudio Curreli, titolare delle indagini, in considerazione dell’elevatissimo rischio di fuga, data la mancanza di fissa dimora e il gran numero di alias. Ai sei è stato possibile contestare l’aggravante dello spaccio in prossimità delle scuole e, per alcuni di loro, anche quella della vendita di droga a minorenni. Come punti fissi della loro attività avevano scelto infatti il parcheggio dlel’ex mercato ortofrutticolo di Porta al Borgo, a una cinquantina di metri dall’istituto Roncalli; il piazzale di viale Pacinotti a fianco del ristorante che si trova a una ventina di metri dalla scuola Einaudi; il pargheggio del Penny market di via Pertini, nonché il portico dell’ingresso superiore, a una cinquantina di metri dall’Einaudi e davanti alla scuola materna; il parcheggio di via dei Buti, a cento metri dalle scuole di Corso Gramsci. Oltre al sottopasso di via Gorizia.
Come ha spiegato il capo della Squadrta mobile Antonio Fusco, la tecnica utilizzata dai sei spacciatori, per evitare, inghiottendo il tutto, l’arresto in caso di controlli, era quella di confezionare le dosi di eroina in palline di cellophane che si infilavano in bocca e che tiravano fuori solo al momento della vendita, per poi costringere anche i clienti a nascondere la droga allo stesso modo prima di allontanarsi. Più di un migliaio gli episodi di spaccio accertati, immortalati anche con le telecamere
L’indagine è partita lo scorso gennaio, con l’arresto di una cittadina nigeriana. «Un’indagine classica e per questo ancor più pregevole – spiega il questore Salvatiore La Porta – condotta grazie alla capillare conoscenza del territorio».
«Iniziata – aggiunge Fusco – verificando alcune fonti confidenziali su un giro di spaccio che si stava radicando in centro. In tre mesi abbiamo monitorato più di un migliaio di cessioni. Con la nuova normativa infatti è necessario poter dimostrare la continuità e la sistematicità dello spaccio, non basta più il singolo episodio. E lo abbiamo fatto». (m.d.)
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