La protesta
Tutti sbarcati come profughi per poi fare richiesta di asilo
PISTOIA. Erano arrivati tutti in Italia fra il 2011 e il 2013, a bordo dei barconi della speranza, sbarcati tra Lampedusa e le coste della Sicilia, confusi tra le migliaia di profughi in fuga dalla...
PISTOIA. Erano arrivati tutti in Italia fra il 2011 e il 2013, a bordo dei barconi della speranza, sbarcati tra Lampedusa e le coste della Sicilia, confusi tra le migliaia di profughi in fuga dalla miseria e dalle persecuzioni nei loro paesi. Quattro di loro, attualmente, erano in attesa che il Tar si pronunciasse sulla loro richiesta di asilo, dopo il no ricevuto in prima istanza. Uno, invece, il permesso di soggiorno lo aveva ottenuto, proprio come rifugiato. Uno solo dei sei spacciatori arrestato dalla polizia era nel nostro paese da clandestino, in possesso unicamente di una carta d’identità austriaca.
Tutti, comunque, erano praticamente senza fissa dimora: delle tre abitazioni che gli investigatori hanno perquisito, due (una a Pistoia e una a Montecatini) erano già abbandonate da tempo.
Per non dare troppo nell’occhio con la loro attività di spaccio, i sei avevano inoltre scelto di confondersi tra i tanti profughi che cercano di guadagnarsi il pane vendendo nei parcheggi fazzolettini, accendini e quant’altro, camuffandosi da venditori ambulanti. Solo che in bocca nascondevano le palline di eroina.
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