Italia
Simona Laing: contro di me solo un accordo di potere
Pistoia, l’aspirante candidata spiega i retroscena della sua esclusione «Nel Pd avevano già deciso tutto». Le scelte dei renziani e di Caterina Bini
PISTOIA. Ad un certo punto Simona Laing non ce l’ha fatta più e le parole le sono rimaste in gola, strozzate da un singhiozzo. «Mi sarei almeno aspettata una stretta di mano, che qualcuno mi dicesse che il Pd è comunque casa mia... perché io tutto quello che ho fatto l’ho fatto per la città».
Ma l’amarezza è mescolata a tanta rabbia nel racconto con cui la presidente di Farcom, aspirante candidata alle Regionali, esclusa dal voto della direzione provinciale, ha ricostruito il modo in cui è nata e morta la sua candidatura, in una affollata conferenza stampa alla libreria Lo Spazio. Rabbia, sì, perché a bloccare la sua corsa sarebbe stato «un asse di potere forte destinato a congelare per dieci anni la politica pistoiese». Questo asse (Laing non ha chiariro al riguardo: pare di capire, comunque, che dovrebbe comprendere i renziani vicini a Roberto Bartoli, come Massimo Baldi, e gli ex franceschiniani come Federica Fratoni e Marco Niccolai; gli uomini vicini al sindaco Bertinelli non sarebbero coinvolti direttamente, ma in direzione, venerdì, anche loro hanno votato contro Laing) avrebbe scelto per tempo i “candidati forti” alle Regionali: Massimo Baldi, Federica Fratoni e Marco Niccolai. Tre posti occupati su sei a disposizione. «C’erano tre posti vuoti – ha spiegato Laing – in tanti mi hanno chiesto di candidarmi, io l’ho fatto non contro qualcuno ma solo perché volevo giocarmi la partita».
Laing ricorda i suoi trascorsi politici (in circoscrizione 3 e poi in Comune) e di manager (Farcom, azienda che vanta bilanci da primato a livello nazionale), per motivare come la sua candidatura avesse solide basi di rappresentatività territoriale e politica e di competenza. Anche troppo: «Fratoni già la battei come preferenze quando ci candidammo per il Comune». Insomma, la presenza di Laing rischiava di intralciare l’esito preordinato dell’”asse”. «Per questo mi hanno telefonato spiegandomi l’esistenza dell’accordo e invitandomi, anche brutalmente, a farmi da parte. Ma io non l’ho voluto fare. Il sindaco Bertinelli mi sollecitò a lasciare la carica in Farcom nel caso che venissi candidata, ma anche a quello dissi di sì. Forse a quel punto si sono resi conto che non avrebbero potuto fermarmi».
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E allora, secondo Laing, la stessa onorevole Caterina Bini (anche lei ex franceschinana) si sarebbe mossa per schierare un’altra candidata. Sabrina Innocenti di San Marcello. Breve esperienza politica alle spalle, ma un radicamento forte sulla montagna.
Così – spiega Laing – è bastato far prevalere il criterio territoriale per “blindare” le candidature della stessa Innocenti e del montalese Fabrizio Masini. «Tra me, la Fratoni e Giampaoli, che siamo tutte pistoiesi, la Giampaoli è stata salvata grazie al criterio della pluralità (Giampaoli è cuperliana, ndr), la Fratoni non è stata fermata neanche dal rinvio a giudizio (per tentato abuso d’ufficio in concorso, in una vicenda collaterale all’inchiesta Untouchables, ndr). E così si sono presi la responsabilità di escludere me».
E ora? Laing si chiede «se il Pd mi vuole ancora», domanda risposte innanzitutto all’onorevole Caterina Bini «dalla quale mi aspettavo una telefonata». Annuncia il rientro a tempi pieno in Farcom e un «anno sabatico» di allontanamento dalla politica. Senza però escludere nulla, in un futuro più lontano: neanche la prospettive di una candidatura a sindaco è scartata a priori.
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