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Spaccio di droga: sei arresti

Spaccio di droga: sei arresti

Pistoia: la squadra mobile sgomina una gang di origine africana che agiva nel centro storico e vicino alle scuole

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PISTOIA. Sei arresti in città in un’operazione antidroga della squadra mobile di Pistoia che ha interessato il centro storico di Pistoia nella giornata di giovedì 9. I sei fermi disposti   dal Sostituto procuratore Claudio Curreli, riguardano  4 cittadini nigeriani, un ghanese e un sudanese, tutti gravemente indiziati del reato di spaccio di sostanze stupefacente continuato e in concorso tra loro.

Nel corso della stessa operazione sono state eseguite anche 3 perquisizioni domiciliari, e in una   di queste sono state rinvenute e sequestrate 11 dosi di eroina già confezionate per lo spaccio.

L’operazione ha avuto inizio nei primi giorni dell'anno, quando la polizia  apprendeva da fonti confidenziali  che alcuni cittadini di colore, di origine africana, avevano intrapreso una fiorente attività spaccio di eroina verso  tossicodipendenti locali.

A quel punto sono partiti i servizi   mirati servizi nelle zone segnalate (il sottopasso ferroviario   tra le vie Calamandrei e via Gorizia, il parcheggio dell’ex mercato ortofrutticolo, viale Pacinotti,   via Pertini, via dei Buti). In questo periodo il lavoro degli agenti ha consentito di fare 12  sequestri  di    eroina a carico di soggetti tossicodipendenti. In occasione del primo di questi sequestri, il 13 gennaio, venne anche arrestato in   flagranza  una cittadina nigeriana.

Alcune cessioni di droga sono state anche riprese in video, in modo da registare  il modus operandi degli spacciatori:  questi portavano l'eroina in bocca, già confezionata in dosi sotto forma di palline termosaldate. Poi la cedevano agli acquirenti, imponendo anche a loro di occultarla immediatamente nella bocca.

Le informazioni fornite dai compratori   in occasione dei sequestri  consentivano di individuare una serie di utenze telefoniche in uso ai soggetti indagati ed utilizzate per l'attività di spaccio. Queste  utenze, al fine della prosecuzione delle indagini, venivano man mano sottoposte a intercettazione.

Quindi,  l'ascolto dei telefoni intercettati,  i servizi di appostamento, pedinamento e osservazione, i sequestri effettuati e  le informazioni sommarie  acquisite dai consumatori, consentivano di delineare un quadro ricco di indizi a carico dei soggetti indagati.

L'azione di spaccio veniva fatta  con sistematicità e continuità quotidiana, attraverso una vera e propria forma di occupazione e controllo del territorio.  E la quantità delle sostanze stupefacenti cedute, in base e all'enorme mole di cessioni accertate (più di un migliaio) e  al numero di tossicodipendenti coinvolti, portava ad escludere che si potesse parlare di  lieve entità.

A riprova della pericolosità complessiva dell’azione degli spacciatori è stata ravvisata anche   l'aggravante, per tutti gli indagati, delle cessioni effettuate in prossimità di scuole e, per alcuni di essi, quella della consegna a persona di età minore.

 Nel dettaglio, tra i luoghi di spaccio vi erano il parcheggio ex mercato ortofrutticolo,  distante meno di cinquanta metri dalle scuole medie    Roncalli; viale   Pacinotti, nel piazzale a fianco di un ristorante   ubicato nella strada percorsa dagli studenti che si devono dirigere all'istituto Einaudi,   distante circa venti metri; via Pertini a circa 50 metri in linea d'aria dall'istituto Einaudi e  di fronte alla scuola materna il Castello; via dei Buti, a circa cento metri dal polo scolastico di corso Gramsci.

La necessità di procedere al fermo, viene spiegato,  è derivata dal  pericolo concreto di fuga insito nella stessa condizione di permanenza sul territorio dello stato degli indagati. Questi risultano essere quasi tutti irregolari. Hanno fornito  diversi  alias in occasione di loro precedenti identificazioni e mai hanno dichiarato un indirizzo di residenza, di domicilio o di semplice dimora.

Inoltre  è stato ritenuto necessario interrompere l'attività criminosa del gruppo in quanto caratterizzata da una preoccupante disinvoltura, e da una sorta indifferenza verso la legge,   rilevata anche dal tenore di alcune conversazioni telefoniche intercettate («In Europa ho sempre venduto droga ma mai nessuno mi ha arrestato»).

Ulteriori dettagli dell’operazione, denominata “Underpass”, saranno resi noti in una conferenza stampa della questura di Pistoia in programma per la mattina del 10 aprile.

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