Il Tirreno

Pistoia

le spa pubbliche

Cessioni, chiusure, liquidazioni alla fine rimarranno in sette

PISTOIA. Il Comune mantiene il suo impegno strategico: disboscare la foresta delle aziende di servizi controllate o partecipate. Dalla quindicina di sigle di alcuni anni fa, l’obiettivo è di scendere...

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PISTOIA. Il Comune mantiene il suo impegno strategico: disboscare la foresta delle aziende di servizi controllate o partecipate. Dalla quindicina di sigle di alcuni anni fa, l’obiettivo è di scendere a sette spa al massimo: e l’obiettivo rimane, anche se deve scontare qualche ritardo o contrattempo rispetto ai programmi iniziali.

A ribadirlo è il “Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni del Comune di Pistoia”, 37 pagine che Palazzo di Giano, come prevede la legge di stabilità 2015, ha inviato al governo entro la fine di marzo.

Nel documento si fa il punto di quanto fatto finora dall’amministrazione guidata da Samuele Bertinelli per ridurre l’arcipelago delle aziende partecipate, considerati strumenti costosi e non sempre efficienti di gestione dei servizi pubblici.

Sotto la scure sono finite per ora la partecipazione nella Banca popolare etica (valore 3.274 euro, venduta nel dicembre 2013) e quella in Fidi Toscana (19.000 euro, entro la fine dell’anno il Comune ha chiesto la liquidazione della propria quota), mentre è stata chiusa a gennaio la società immobiliare XXVII Aprile. In corso la procedura per la cessione delle quote della Centrale del latte, per le quali Pistoia si coordinerà con Firenze. Si prevede la conclusione delle liquidazioni di Toscana Piante e Fiori (dura dal 2001) e dell’Asp (entro il 2016).

Il piano ribadisce poi la volontà di superare Publicontrolli, la società di verifica delle caldaie (la data fissata è la fine del 2016) e di Publiservizi, la holding di cui Pistoia è azionista principale, in tandem con Empoli. Quest’ultima è l’operazione più importante e complessa: solo il 7 marzo l’advisor Deloitte ha consegnato la sua stima del patrimonio della spa, passo indispensabile per il divorzio consensuale tra Pistoia ed Empoli, che ormai è in ritardo di un anno rispetto alle previsioni. Comunque il Comune vuole andare avanti e ribadisce la propria volontà di riacquisire il controllo diretto sulle proprie quote di Publiambiente (l’azienda dei rifiuti) e Toscana Energia (distribuzione gas e gestione energia), entrambe considerate strategiche.

Saranno invece mantenute nel perimetro del Comune le partecipazioni in Uniser (università), Spes (case popolari), Farcom (farmacie), Copit (trasporti) e Publiacqua. Rispetto a quest’ultima si ribadisce la prospettiva di “ripubblicizzazione del servizio idrico integrato”, nell’ambito del cammino di concentrazione di tutte le aziende dell’acqua a livello regionale.

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