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Provincia di Pistoia, allarme rosso sui conti 2015
La presidente Fratoni: ecco perché abbiamo sforato il patto di stabilità. Sindacati mobilitati: gli stipendi sono a rischio
PISTOIA. La Provincia di Pistoia nel 2014 ha sforato il patto di stabilità imposto dal governo, (cioè il limite alle spese effettuabili) e adesso andrà incontro a una sanzione stimata in oltre tre milioni di euro, anche se la cifra ufficiale sarà stabilita a maggio. Il dato, diffuso dalla Rsu dei dipendenti provinciali, è confermato dalla presidente Federica Fratoni, che spiega l'accaduto.
«Per il 2014 il taglio operato dal Ministero alla Provincia - spiega Fratoni - è stato di oltre 6,8 milioni di euro. Ai tagli governativi si è poi sommato il gettito negativo delle entrate tributarie, ridotte per 571.000 euro, e l'ulteriore taglio, già operato in sede di salvaguardia degli equilibri di bilancio, di 500.000 euro».
Ai tagli ministeriali e all'andamento negativo delle entrate tributarie si è poi aggiunto l'obiettivo del patto di stabilità e crescita, che per il 2014 ammontava a quasi 8,5 milioni di euro. Il risultato è stata una riduzione teorica di spesa assai difficile da rispettare. E che difatti l’amministrazione di piazza San Leone non ha rispettato, con l’automatico scatto delle penalizzazioni in termini di risorse in meno a disposizione per quest’anno.
«È l'intera situazione, dunque, che ha pesantemente condizionato l'attività gestionale dell'amministrazione – conclude Fratoni – che, pur mantenendo gli equilibri generali di bilancio, ha chiuso con un saldo negativo sul patto al 31 dicembre 2014». Con questa mancanza di fondi, in che modo saranno garantiti i servizi al cittadino e che fine faranno i lavoratori della Provincia? È la domanda che si pongono Andrea Mucci, Anna Ciofi, Ermanno Baldassarri, Giacomo Biagi e Ivano Bechini, rappresentanti Rsu dei dipendenti provinciali nel pistoiese, durante la conferenza stampa indetta fuori dalla sede di piazza San Leone.
«Con tagli del genere, il problema è come garantire i servizi ai cittadini senza i fondi necessari. Potrebbe esserci un ricorso all'innalzamento della tassazione» commenta Mucci. La Provincia ha un'entrata fissa annuale che si aggira sui 22 milioni di euro, provenienti dalla riscossione di Rc Auto, imposte di trascrizione e tassazioni sui rifiuti, se il governo ne chiede indietro una decina, la situazione diventa davvero critica.
«Com'è possibile che un ente pubblico tra i più virtuosi, come la Provincia di Pistoia, debba pagare anche per gli errori di altre realtà provinciali? – continua Mucci – è una scelta sbagliata, quella del governo, di penalizzare anche chi ha cercato in tutti i modi possibili di operare correttamente. Ci stanno conducendo verso un dissesto indotto».
Al timore di non poter garantire i servizi ai cittadini - e tra gli aspetti più inquietanti si registra il dato dell'assenza di fondi per l'edilizia scolastica e per le attività della protezione civile - la Rsu denuncia la paura per il futuro degli oltre 360 dipendenti, a cui si sommano i 45 precari dei Centri per l'impiego.
Non è ancora chiaro se e come verranno riposizionati e in quali enti. L'unica certezza è che una parte di loro transiterà in Regione. Per tutti gli altri il futuro è nero. «Fra qualche tempo l'ente si troverà a dover decidere se pagare i dipendenti o offrire servizi al cittadino» conclude Bechini.
La protesta dei sindacati comunque non si ferma. Sabato 11, a Roma, è prevista una manifestazione dei dipendenti delle Province italiane, a cui parteciperà anche una delegazione pistoiese.
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