Sicurezza
Casalguidi si è fermato per dare l’addio a Barbara
Una folla commossa ha partecipato ai funerali della giovane mamma che lavorava come geometra in comune a Pistoia, uccisa da un male incurabile
CASALGUIDI. Una chiesa stracolma di gente quella di Casalguidi, per i funerali di Barbara Bracali, 43 anni, morta dopo una lunga ed estenuante malattia. Tanti coloro che non sono riusciti nemmeno ad entrare per la funzione e sono rimasti fuori, sotto le logge della chiesa, con gli occhi pieni di lacrime e gli occhiali da sole calcati sul viso. Barbara, funzionaria del Servizio lavori pubblici e sport del Comune di Pistoia, lottava da anni contro un male terribile che se l’è portata via ingiustamente, lasciando il marito ed un bimbo di 7 anni. In un giorno tiepido di inizio primavera, giovani e meno giovani, increduli e con gli occhi pieni di lacrime, hanno affollato la chiesa di Casalguidi per rivolgerle l’ultimo saluto, toccando quella bara gelida che conteneva il suo corpo.
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Alla funzione erano presenti anche alcuni rappresentanti delle istituzioni, tra cui Eugenio Patrizio Mungai, sindaco del Comune di Serravalle Pistoiese, Mario Tuci, assessore alla viabilità ed infrastrutture del Comune di Pistoia, Angelo Biagini, responsabile protezione civile. «La morte è un passaggio, non una fine - ha esordito don Renzo Aiardi durante l’omelia - Rivolgo un saluto alla famiglia di Barbara ed all’intera comunità, un saluto che è partecipazione alla sofferenza per la morte di una mamma. Abbiamo bisogno di trovare una risposta alla morte attraverso la speranza di una resurrezione, come Cristo è risorto proprio qualche giorno fa, durante la Pasqua. Questo ci aiuta a superare il dolore e capire che la nostra sorella Barbara è passata dalla morte alla vita. L’anima dopo la morte è ricca di felicità e sarà rivestita di gioia». Una lunga omelia quella di don Renzo Aiardi, mentre durante la messa la gente continuava ad entrare dentro la chiesa in un via vai incessante e solenne. Tanti hanno voluto lasciare un piccolo messaggio scritto in un quaderno all’entrata della chiesa, altri, con le lacrime agli occhi, non sono riusciti nemmeno ad assistere alla funzione ed hanno preferito rimanere fuori. «Ciao Barbara, ti abbiamo voluto bene - continua il parroco - Tu ora hai incontrato Dio e vivi al suo cospetto. Ora, dall’alto, ci sostieni ed intercedi per noi». Dopo l’omelia, una folla di gente si è riversata in strada per seguire il piccolo feretro di Barbara lungo le stradine del paese, fino al camposanto.
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