La manifestazione
Scritte antisemite nella cassetta della posta
Pistoiese denunciato dalla Digos per discriminazione razziale: aveva preso di mira un uomo di origine ebraica
PISTOIA. I deliri razzisti gli sono costati una denuncia per violazione della legge Mancino (cui se ne è aggiunta un’altra per danneggiamenti). Protagonista della vicenda un sessantenne, senza un’occupazione fissa, residente a Pistoia (e in passato anche a Prato) di cui non è stata resa nota l’identità. L’uomo, che pure viene descritto come lucido, aveva preso di mira un cittadino pistoiese appartenente alla comunità ebraica. Non è ancora chiaro perché se la fosse presa proprio con lui, su questo punto il sessantenne ha detto di aver scelto un obiettivo a caso mentre, a sua volta, la vittima non conosceva il proprio persecutore.
Tutto parte da alcuni ritrovamenti che la vittima ha fatto nella propria cassetta delle lettere. Prima una, poi due, poi tre e così via, comparivano con una certa periodicità tra la posta le pagine strappate di un libro. Un libro significativo, il testo dello storico Francesco Germinario “Costruire la razza nemica, la formazione dell’immaginario antisemita tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento”.
Insomma, un ritrovamento che avrebbe destato inquietudine a chiunque. Anche perché quei fogli erano accompagnati da scritte deliranti contro gli ebrei e non solo (in alcuni passi si prendeva di mira la chiesa cattolica per fare un esempio). Da qui la decisione della vittima di presentare denuncia alla polizia. E l’indagine, in breve tempo, ha portato all’individuazione del responsabile, come ha spiegato il capo della Digos Luigi Larotonda.
Il primo passo è stato analizzare le pagine del libro abbandonate nella cassetta. Questo ha permesso intanto di risalire alla fonte ispiratrice delle scritte che le accompagnavano (ricopiate da un sito Internet di estrema destra). Quindi è partita l’indagine per scoprire l’origine “fisica” di quelle pagine strappate.
Si sono individuate le librerie in cui il libro di Germinario era venduto e le indagini si sono poi estese alle biblioteche. Ed è qui che è stato trovato il libro utilizzato dal persecutore. L’uomo infatti non si era nemmeno preoccupato di acquistare il libro. Più semplicemente utilizzava la copia conservata alla biblioteca San Giorgio e, periodicamente, andava lì a strappare delle pagine da utilizzare per il suo scopo. Allora è stata decisa una strategia: il volume è stato spostato e collocato in una posizione per cui chiunque si fosse recato a prenderlo sarebbe stato visto. E il trucco ha funzionato.
La vigilia di Pasqua l’uomo (che, spiegano alla Digos, avrebbe anche precedenti specifici) si è presentato in biblioteca per “rifornirsi” di pagine. A quel punto è stata fatta intervenire la polizia che lo ha portato in questura e denunciato con l’accusa pesantissima di discriminazione razziale (oltre a quella per danneggiamenti, per il libro strappato).
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