Il Tirreno

Pistoia

Scarafuggi a giudizio per abuso d’ufficio

di Fabio Calamati
Scarafuggi a giudizio per abuso d’ufficio

Partirà l’11 giugno il processo all’ex direttore dell’Asl 3 per la nomina di un addetto stampa. Per la procura era inutile

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PISTOIA. Giovedì 11 giugno inizierà al tribunale di Pistoia il processo nei confronti di Alessandro Scarafuggi, ex direttore generale dell'Asl 3 di Pistoia dal 2007 al 2012 ed ora dirigente all'Asl di Empoli. Il rinvio a giudizio di Scarafuggi è stato deciso dal giudice dell'udienza preliminare Alessandro Buzzegoli. Scarafuggi era difeso dall'avvocato Federico Bagattini, del foro di Firenze.

Scarafuggi è accusato di abuso d'ufficio per aver ripetutamente (dal 2007 al 2011) affidato l'incarico di addetto alla comunicazione, marketing e ricerca fondi ad una figura professionale esterna all'azienda, il giornalista massese Alberto Cesare Ruffini, anche se - questa la tesi dell'accusa - in azienda era già attivo un ufficio stampa funzionante. Il pm Luigi Boccia, in particolare, ritiene che la nomina di una figura esterna che si occupasse di comunicazione e marketing sebbene all’Asl fosse già attivo un ufficio stampa che avrebbe potuto portare a termine gli incarichi previsti da quel ruolo, abbia comportato un notevole aggravio di spesa.

Per quello stesso incarico la Corte dei conti della Toscana, il 26 gennaio aveva condannato Scarafuggi e il direttore amministrativo Stefano Simonetti al risarcimento del danno erariale causato: l’ex direttore generale dell’azienda dovrà versare nelle casse dell’Erario poco meno di 130.000 euro, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione. Invece Simonetti, ritenuto responsabile unicamente di una condotta giudicata colposa, è stato condannato al pagamento di 60.000 euro.

L’indagine della procura della Corte dei conti era scattata in seguito a una denuncia presentata dal collegio dei sindaci revisori dell’Asl 3 sull’incarico professionale che Scarafuggi, con il parere favorevole di Simonetti, aveva conferito, con una delibera del 4 giugno 2007, ad Alberto Cesare Ruffini. Un incarico di “Co.co.co” fino al 31 dicembre 2008 - ma poi rinnovato ripetutamente fino al 31 dicembre 2012 - per lo svolgimento di attività di “Communication, marketing, fundraising e relazioni esterne in ambito sanitario”. Costo a carico del bilancio aziendale per il primo anno e mezzo, quasi 70.000 euro. Già l’8 giugno 2007 i sindaci revisori si erano opposti chiedendogli di sospendere la sua delibera. Tuttavia, Scarafuggi era andato avanti. Non solo: negli anni aveva rinnovato più volte il contratto, aumentandone anche il compenso, a Ruffini, che si era poi dimesso il 25 maggio 2012. Al termine delle indagini affidate alla Guardia di finanza di Pistoia, la procura contabile è arrivata alla conclusione che, con quella sua decisione, Scarafuggi si è reso responsabile di una spesa “inutile e dannosa”: «Non vi era alcuna necessità di affidare ad un soggetto esterno le competenze già "coperte" dal personale in servizio», spiega la procura, sottolineando inoltre «l’assenza del requisito soggettivo per il signor Ruffini, non qualificabile come un "soggetto di particolare e comprovata specializzazione". Nel suo curriculum emergeva unicamente un analogo incarico di "Responsabile del settore relazioni esterne, marketing, communication" dell’Asl 1 di Massa Carrara». Incarico attribuitogli dallo stesso Scarafuggi quando era direttore generale di quella Asl.

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