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Pistoia

Il dolore e la gratitudine L’amico: gli devo la vita

Il dolore e la gratitudine L’amico: gli devo la vita

Cordoglio in città per la scomparsa di Paoletti, noto consulente del lavoro La moglie: «Una tragica fatalità, aveva fatto cose ben più impegnative»

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PISTOIA. «Ho praticato sci-alpinismo con lui per oltre 20 anni. Cesare ha fatto cose molto più impegnative». Più impegnative e all’apparenza pericolose di quelle in cui ha perso la vita. Sabrina Borghi Paoletti l’avrà ripetuto chissà quante volte agli amici e ai parenti che dal mattino l’hanno chiamata per dare una parola di conforto. Cesare Paoletti non era uno sprovveduto, tutt’altro. Gli mancava un esame per diventare istruttore nazionale di sci-alpinismo. Lui che era già istruttore sezionale e regionale, che faceva parte del gruppo cinofilo montagna pistoiese e in passato era stato membro del Soccorso alpino. Amava la montagna, in tutte le sue sfaccettature, e amava viverla in modi diversi. Il tempo libero che gli lasciava la professione lo passava tra i crinali dell’Appennino e molto spesso anche sulle Dolomiti.

Una fatalità, ha raccontato lo sciatore che era con lui a Corno alle Scale, Alessandro Ciabattini. L’imprenditore tessile pratese (titolare della tintoria Nuove Idee di Montale, ndr) aveva le lacrime agli occhi nel ricordare l’amico: «Dai, ce la facciamo, resisti, stanno arrivando i soccorsi», lo incoraggiava Paoletti. «Sono un sopravvissuto - afferma Ciabattini - gli devo la vita».

«Ha salvato l’amico», dicono Edo Paoletti, babbo di Cesare, e la moglie Sabrina. La famiglia Paoletti è riunita dal padre nella bella casa sulle colline di Corbezzi, con vista sulla città. Sia il padre Edo, vedovo da alcuni anni, che Cesare Paoletti e la moglie, vivono nel borgo, in via Pian di Bartolo. Sabrina Borghi è avvocato, collabora con lo studio legale Mencarelli. Edo Paoletti ha aperto, nel 1965, uno dei primi studi di consulenza del lavoro in provincia. «Mi aiutava sin da quando frequentava la quarta ragioneria», racconta il padre. Edo Paoletti ha un altro figlio, che fa il medico e vive a Padova. Cesare aveva seguito le sue orme.

«C’incrociavamo tutti i giorni. Due studi, stesso pianerottolo. E noi, i ragazzi eredi del lavoro del babbo e dello zio». L’avvocato Luca Magni cita su Facebook la strofa di una canzone dei Nomadi: “Per fare un uomo ci voglion vent’anni, per il dolore è abbastanza un minuto...”. Magni ha lo studio accanto a quello della famiglia Paoletti, in corso Silvano Fedi, vicino alle scuole Mantellate. «C’è una collaborazione continua. Professionalmente l’ho visto crescere, era molto preparato».

Edo Paoletti seguiva ancora l’attività dello studio, ma con gli anni il testimone era, di fatto, passato in mano al figlio, professionista molto stimato in città. «Volevo proporlo alla carica di presidente dell’Ordine provinciale dei consulenti del lavoro», afferma l’attuale presidente, Antonio Orsi. «Avevo cieca fiducia in lui - dice Orsi - Qualsiasi provvedimento dovessi prendere lo consultavo, e se c’era il suo parere positivo procedevo senza remore». Paoletti era iscritto all’Ordine provinciale dal 1993, e ne era diventato segretario nel 2008. «Seguiva le problematiche del personale dipendente nelle procedure concorsuali: fallimenti, concordati, liquidazioni. Lavorava molto con le aziende, ma era anche con il Tribunale, che lo utilizzava spesso come ctu (consulente tecnico d’ufficio), e con gli studi legali cittadini. Era una persona intuitiva - commenta Orsi - pratica, di sostanza. Andava al nocciolo delle questioni e proponeva soluzioni. Un professionista valido e disponibile con tutti. Di una modestia difficile da trovare: lui, medaglie, non se n’è mai date». Chi lo conosceva da una vita era il professor Giulio Tabucchi, noto commercialista, che lo ha avuto come allievo all’istituto “Filippo Pacini”, dove Paoletti ha studiato Ragioneria: «Una persona splendida. Avevamo mantenuto un rapporto stretto anche finita la scuola. Era intelligente, anche se di natura riservata. Professionalmente, era un punto di riferimento. Aveva una laurea breve in legge e stava studiando per la magistrale. Aveva quasi raggiunto anche la laurea in economia e commercio».

Il poco tempo libero che la professione gli lasciava lo dedicava alla famiglia e alla montagna. Una passione, questa, condivisa con il dottor Giuseppe Pettinà, primario di Medicina all’ospedale San Jacopo.

«Abbiamo praticato venti anni di sci alpinismo insieme. Poi lui - sorride - è diventato più bravo di me». E ricorda che, dopo aver preso la qualifica di istruttore sezionale e regionale, Paoletti stava acquisendo quella di istruttore Cai nazionale. Pettinà è andato a Bologna appena saputa la notizia, e poi si è recato in visita dalla famiglia, per portare una parola di conforto al padre. La salma dello sfortunato sciatore dovrebbe essere esposta dal pomeriggio alle cappelle della Misericordia. Oggi sarà decisa l’ora del funerale, che si terrà domani pomeriggio.

Tiziana Gori

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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