Il dolore
Due morti in sette giorni
Montagna sotto choc. Formento: non basta la prudenza
ABETONE. Montagna pistoiese ancora scossa da una morte sulla neve, quella di Cesare Paoletti, il pistoiese che domenica è deceduto dopo essere stato travolto una slavina mentre praticava scialpinismo, disciplina di cui era istruttore Cai, sul Corno alla Scale, assieme ad un amico. La seconda tragedia a distanza una settimana che si consuma sui monti dell’Appennino tosco-emiliano.
Nel weekend precedente fu la stazione di Doganaccia a piangere, unita all’ambiente dello sci toscano, il giovanissimo atleta Cosimo Mazzi, morto dopo una caduta sulla pista Faggio di Maria. «Un amante e conoscitore della montagna– commenta il sindaco di Abetone, Giampiero Danti – Cesare era un esperto di scialpinismo, ma talvolta, come in questo caso, anche l’esperienza non è sufficiente. Siamo tutti molto dispiaciuti e, anche come primo cittadino di Abetone, esprimo la mia vicinanza alla famiglia. Quando si verificano delle precipitazioni strane come nei giorni scorsi – prosegue Danti, grande conoscitore della neve –la neve bagnata non lega con quella fredda e quindi accade che si inneschino delle piccole slavine. Poi, e faccio una considerazione generale, l’uomo si spinge sempre un po’ più in là, non conosce fino in fondo la natura e i suoi limiti».
«Certamente una perdita per la montagna – spiega Andrea Formento, direttore della Val di Luce e amministratore di Slittovia –la fatalità ha giocato un ruolo importante: si tratta di persone esperte che sicuramente non hanno commesso imprudenza o imperizia».
«A volte nemmeno la prudenza è abbastanza – dice Sergio Ceccarelli di Doganaccia 2000 – e comunque in montagna non è mai troppa. Tante volte mi trovo a dare consigli agli sciatori ed escursionisti che spesso vengono ignorati. Sulle nostre montagne a 1.700-1.800 metri si possono trovare le condizioni avverse, come il vento forte, che sulle Alpi caratterizzano le quote più elevate».
Il cordoglio si innesta su una giornata in cui proprio la voglia divertirsi con gli sci è stata protagonista. Tanti i turisti che hanno scelto le stazioni dell’Abetone-Val di Luce e Doganaccia per trascorrere la Pasquetta, invogliati dal sole e dalla temperature fredde, ideali per godersi la neve fresca. Così l’Ovovia ha superato 14mila passaggi, il Pulicchio ne ha totalizzati 8mila. «Una delle 4 o 5 giornate migliori della stagione per affluenza» spiega il sindaco Danti. La Val di Luce ha smarcato 25mila passaggi, la zona Slittovia 15mila. «Un buon risultato, se si considera il tempo brutto dei giorni scorsi e il vento che soffiava anche in mattinata – commenta Formento- la conferma che quando ci sono le condizioni ideali, la gente sceglie la montagna come meta preferita per la gita fuori porta. Credo che ci siano i presupposti per un buon finale di stagione».
Elisa Valentini
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