Attenzione
Valanghe, i consigli per sciare in sicurezza
Dopo l'ennesima tragedia causata dal distacco di una slavina abbiamo al "responsabile sicurezza valanghe per il comprensorio Val di Luce - Abetone" nonché "esperto valanghe Cai", Enrico Catellacci se c'è un modo per difendersi da questo pericolo: ecco qualche suggerimento
ABETONE. «Anche gli esperti muoiono sotto le valanghe, perché le valanghe non sanno che sei esperto». La frase dell'alpinista svizzero André Roch ha un sapore ancora più amaro di fronte a quanto accaduto ai due escursionisti toscani al Corno alle Scale. Cesare Paoletti infatti era un profondo conoscitore della montagna ma questo non è stato sufficiente ad evitargli un incidente mortale. È stato travolto da una valanga insieme ad Alessandro Ciabattini, un suo amico pratese, ora ricoverato in ospedale: Cesare è riuscito a chiamare i soccorsi con il suo cellulare ma le ferite erano troppo gravi tanto che l'escurionista è morto sull'elicottero.
Dopo l'ennesima tragedia causata dunque dal distacco di una valanga abbiamo chiesto al "responsabile sicurezza valanghe per il comprensorio Val di Luce - Abetone" nonché "esperto valanghe Cai", Enrico Catellacci di spiegarci come si genera una slavina e se c'è un modo per difendersi da questo pericolo.
1) COME CI SI DEVE COMPORTARE PER SCIARE IN SICUREZZA?
“Sugli impianti e sulle piste si scia in sicurezza in quanto sono gestiti e monitorati mentre per chi intende avventurarsi fuori pista c’è bisogno della dovuta preparazione che consiste in corsi formativi appositi del Cai o di sci alpinismo. Inoltre, chi intenda sciare fuori pista deve osservare alcune principali e basilari regole di comportamento, ovvero portarsi dietro la pala, la sonda e l’arva. Poi deve prendere tutte le dovute informazioni dai siti di riferimento per la meteorologia. Per il grado di pericolo esiste una scala europea che va da 1 a 5 e che ha l’obiettivo di classificare la probabilità del distacco di valanghe”.
2) COME SI INNESCA UNA SLAVINA?
“Prima di tutto bisogna vedere quanta neve abbiamo al suolo e come è composto il manto nevoso. Solo valutando questi due parametri possiamo dare sulla probabilità che quella valanga si stacchi. Ovviamente dove la pendenza è maggiore ci sarà più probabilità di distacco. Uno sciatore, che mediamente pesa 80 chilogrammi (attrezzatura compresa) può da solo innecsrae il prcesso valanghivo. In altri casi la slavina può essere provocata anche dal distacco di una cornice, magari formata dal vento per un un cumulo di neve e da quel punto potrebbe poi innescarsi una valanga leggermente più a valle rispetto alla cresta. Questo perché si crea un improvviso sovraccarico dovuto alla presenza di questa neve: ecco perché bisogna stare lontani dalle creste e sciare più bassi per evitare il pericolo dall’alto”.
3) QUALI SONO GLI STRUMENTI DA AVERE QUANDO SI VA FUORI PISTA?
“Sono la pala, la sonda e l’arva. Pala e sonda sono classici. La sonda può essere montabile oppure di tipo rapido. La pala può essere più o meno leggera o larga o in plastica, però la cosa più importante è l’arva, ovvero un apparecchio costituito da un emettitore e un ricettore di un segnale. Bisogna saperlo usare benissimo e va lasciato sempre acceso in trasmissione. Nel caso si dovesse verificare un evento negativo bisogna immediatamente attivarlo, passare in ricezione, e cercare di ritrovare il compagno che è rimasto sepolto”.
4) UN CONSIGLIO A CHI PRATICA SCI ALPINO
“Devono seguire dei corsi di formazione: ce ne sono moltissimi organizzati dal Club Alpino. Mentre a coloro che decidono a loro rischio e pericolo di 'improvvisarsi' consiglio almeno di reperire sempre tutte le informazioni possibili presso i siti internet di riferimento come ad esempio aineva.it, oppure www.cai-svi.it o del Meteomont per il bollettino valanghe e per tutti i consigli utili a praticare questo tipo di attività. Ma agli avventuri dico di stare molto attenti”.
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