Sicurezza
Imu obbligatoria sugli impianti di risalita
Abetone: il governo conferma la decisione ma gli operatori della Montagna pistoiese annunciano battaglia
ABETONE. L'Imu sarà obbligatoria anche per gli impianti di risalita. Lo ha annunciato il governo che, rispondendo ad una interrogazione in commissione Finanze, ha confermato quanto stabilito dalla recente sentenza della Corte di Cassazione.
Il ministero dell'Economia ha chiarito che saranno assoggettate ad Imu le stazioni a valle e a monte, includendo nella stima i motori che azionano i sistemi di trazione se posti in sede fissa. Verranno escluse le strutture intermedie come piloni, tralicci e tutte le componenti mobili come funi e cabine. L’associazione di categoria Federfuni Itali, che sta conducendo una battaglia avversa al provvedimento a fianco di Anef, esprime la necessità di soluzioni urgenti.
«Ribadiamo l’assoluta incongruenza di tale sentenza, determinata sicuramente da una scarsa conoscenza del settore – spiega il presidente, Andrea Formento - e la ferma volontà di perseguire tutte le vie ed azioni possibili. La sentenza è errata poiché riconosce agli impianti a fune una valenza commerciale preminente rispetto a quella di pubblico servizio, in assoluto contrasto con le norme nazionali e regionali ed europee. Gli impianti a fune sono impianti di trasporto pubblico in concessione che espletano servizi di interesse generale. Vengono parificati agli immobili, ma non lo sono».
«Non ci si sta rendendo conto – prosegue Formento - delle negative ricadute, le prime di carattere economico: oltre all’Imu che graverà sui conti delle società, seppur in misura già ridimensionata a seguito della risposta del Ministero, si prevede il concatenarsi di altri aspetti di carattere amministrativo e fiscale con conseguenze insostenibili e devastanti: il tracollo di un’altissima percentuale di aziende che ne determinerà la chiusura con ripercussioni importanti sull’economia dei territori montani che ruota quasi esclusivamente intorno al turismo generato dagli impianti a fune. Recenti studi macroeconomici hanno confermato che 1 euro speso in skipass genera nell’indotto delle località montane da 8 a 12 euro. Invitiamo il Ministero dell’Economia ad un’attenta analisi, rendendoci disponibili ad una collaborazione. Gli effetti negativi che tale sentenza, se confermata, genererà saranno ben superiori del previsto nuovo gettito Imu».
Intanto l’ex sindaco di Cutigliano e albergatore Carluccio Ceccarelli ed il collega Giuliano Tonarelli si dicono “non contrari” all’Imu sugli impianti, se gli introiti saranno investiti a sostegno del turismo. «Ricordiamo che le strutture alberghiere e ricettive questo tributo, anche salato, lo pagano dal lontano 1992 – spiegano - se purtroppo tutti i cittadini e le attività devono contribuire, non si capisce perché possano essere esentati dal pagamento gli impianti di risalita che, oltre ad essere fonte di reddito e di proprietà privata, godono di contributi pubblici non indifferenti, rimanendo aperti solo pochi mesi l’anno, praticando prezzi liberi, quindi non assimilabili, secondo noi, al trasporto pubblico locale, e con ricaduta occupazionale stagionale».
«Facciamo la proposta – proseguono – che gli enti locali che riscuotono l’Imu da tutte le strutture turistiche, eventualmente compresi gli impianti a fune, si impegnino ad investire queste risorse in promozione ed accoglienza turistica, magari per effettuare riduzioni delle tariffe sugli impianti e continuare a garantire quei servizi, come gli infopoint, che potrebbero venir meno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
