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Pistoia

Gli imprenditori fanno la corte a Catinari

Gli imprenditori fanno la corte a Catinari

Bene le vendite a Pasqua per le aziende pistoiesi. Slitti apre negozi in Cina e in India, La Molina in vetrina da Harrod's

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PISTOIA. Piace molto la cioccolata, ma fanno gola anche i cioccolatai. Nella chocolat valley pistoiese la Pasqua porta buone notizie. La Molina registra un boom di vendite con le "uova alla coque" sotto vetro, Slitti vede aumentare le richieste e sbarca in Cina e in India, Catinari si affanna a soddisfare la domanda di uova personalizzate. Ma nel caso di Catinari, è la stessa azienda di Agliana che è al centro di numerose richieste d'acquisto.

Offerte per Catinari. Roberto Catinari ha 78 anni, non ha figli e così si interroga sul futuro della sua arte cioccolatiera. Già in quattro si sono presentati alle porte del suo laboratorio con un'offerta per rilevare, di volta in volta, il suo nome e la sua manualità, o tutta l’azienda. Ma Catinari non si decide, non ce la fa a chiudere con un mondo che è stato tutta la sua vita, da quando, ragazzino goloso di cioccolata, emigrò in Svizzera per imparare il mestiere, fino a diventare uno dei maestri riconosciuti di quest'arte. La prima volta è stato un imprenditore desideroso di entrare nel settore della cioccolata e che poi ha rivolto il suo interesse altrove. Poi è stata la volta di una cinese di Prato che aveva riunito dei soci connazionali, pronti a trasformare Catinari in ambasciatore del cioccolato in Cina o a comprare tutta l'attività. Anche in questo caso l'accordo è sfumato per le perplessità di Roberto Catinari che vorrebbe poter consegnare a qualche suo allievo le chiavi (di cioccolata) del suo mestiere e della sua azienda. Altre due offerte di imprenditori della zona sono ancora sul tavolo e Catinari ci sta pensando, Senza decidersi al gran passo.

Uova personalizzate. Intanto nel suo laboratorio in cui lavorano in questo periodo 12 persone continua a seguire la produzione delle sue uova con la consueta attenzione alle materie prime e alla manualità artigiana. Molte le richieste di uova personalizzate, sia nel gusto che nella decorazione. «Portano i disegni che vogliono vedere realizzati - spiega - le frasi da mettere sulle uova, le sorprese da inserire». Quest'anno tante richieste sono legate a Cenerentola (c'è il film in arrivo) e Catinari ha fatto anche la scarpetta di cioccolata. Molto richiesti anche animali, personaggi Disney e l'eterno Calimero che esce dall'uovo, a suo modo in tema con la Pasqua. La richiesta più singolare è quella di un marito spiritoso che ha voluto far trovare alla moglie una sorpresa hot, facendo chiudere nell'uovo un fallo, esso pure di cioccolato, diligentemente eseguito dal laboratorio Catinari.

Slitti guarda al mondo. La preoccupazione di Slitti è soprattutto quella di accontentare le richieste dei clienti lontani. Le spedizioni per l'export coprono il 50% delle vendite (l'altra metà viene dal negozio di Monsummano). Per questa Pasqua dal laboratorio Slitti (15 persone al lavoro, altre 10 impegnate nel negozio) usciranno 8.000 uova, in parte decorate a mano, in parte confezionate. L’azienda vende i suoi prodotti in 25 paesi attraverso negozi del settore e propri punti vendita. Un'espansione che non si ferma. Il 10 maggio Slitti aprirà a Shanghai un negozio monomarca, il secondo in Cina, poi sarà la volta di un negozio a Nuova Delhi, la prima bandierina piazzata in India. «La capacità di acquisto è leggermente diminuita - dice Andrea Slitti - ma il nostro fatturato è aumentato, segno che siamo riusciti a raggiungere un maggior numero di clienti, puntando sul contenimento dei costi. Decorazioni meno sofisticate e uguale attenzione alle materie prime per garantire un giusto rapporto qualità-prezzo». Uova a parte, la Pasqua resta un buon momento, «perché trascina le vendite di tutti i prodotti di cioccolato».

Il boom de La Molina. «Questa Pasqua è andata oltre ogni aspettativa». Non si nasconde Elisabetta Cafissi, l'imprenditrice pratese che dal 2010 ha trasformato il laboratorio La Molina di Quarrata in un'impresa e da un anno è proprietaria dell'azienda, dopo l'uscita dei due fondatori, i fratelli pasticceri Riccardo e Massimiliano Lunardi. Cafissi è affiancata da Riccardo Fattori, artista-designer e socio a cui si devono la grafica e il packaging che sono parte importante del successo del marchio. «Ma Riccardo interviene anche sul prodotto», precisa Cafissi. Sua, per esempio, è l'idea dell'ovetto sotto vetro, il grande successo di questa Pasqua. «E' un uovo piccolo, venduto in un barattolo di vetro, che ricorda un uovo di struzzo nella sua versione bianca caramellata con puntini neri di cacao (l'altra è quella nera, al fondente 64%) - spiega Cafissi - Lo chiamiamo anche “uovo alla coque”, perché tolta la calotta, l'uovo è riempito di crema spalmabile al gianduia e può essere svuotato con il cucchiaio». Le confezioni degli ovetti sono andate a ruba nei negozi. «Sono venuti da Siena per acquistarli allo spaccio dell'azienda». Ma le uova non resteranno legate solo alla Pasqua. La Molina le produrrà tutto l'anno, partendo dal presupposto che l'uovo mantiene comunque il suo valore simbolico di buon auspicio anche al di fuori del periodo pasquale. Con 15 dipendenti fissi (più i soci e i collaboratori) e un milione e mezzo di fatturato, La Molina «deve ancora crescere, poi se ci saranno investitori pronti a scommettere su di noi potremmo pensare anche ai negozi». Intanto Cafissi si gode una soddisfazione: da Harrod's a Londra la prima vetrina di food per Pasqua espone i prodotti La Molina. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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