Il Tirreno

Pistoia

Piace il cioccolato, ma fanno gola anche i cioccolatai

Paolo Toccafondi
Il negozio di Slitti a Monsummano
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Il negozio di Slitti a Monsummano

Bene le vendite a Pasqua per le aziende pistoiesi. Slitti apre negozi in Cina e in India, La Molina in vetrina da Harrod's. E molti imprenditori fanno la corte a Catinari

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PISTOIA. Piace molto la cioccolata, ma fanno gola anche i cioccolatai. Nella chocolat valley pistoiese la Pasqua porta buone notizie. La Molina registra un boom di vendite con le "uova alla coque" sotto vetro, Slitti vede aumentare le richieste e sbarca in Cina e in India, Catinari si affanna a soddisfare la domanda di uova personalizzate. Ma nel caso di Catinari, è la stessa azienda di Agliana che è al centro di numerose richieste d'acquisto.

Tante offerte per Catinari. Roberto Catinari ha 78 anni, non ha figli e così si interroga sul futuro della sua arte cioccolatiera. Già in quattro si sono presentati alle porte del suo laboratorio con un'offerta per rilevare, di volta in volta, il suo nome e la sua manualità, o tutta l’azienda. Ma Catinari non si decide, non ce la fa a chiudere con un mondo che è stato tutta la sua vita, da quando, ragazzino goloso di cioccolata, emigrò in Svizzera per imparare il mestiere, fino a diventare uno dei maestri riconosciuti di quest'arte. La prima volta è stato un imprenditore desideroso di entrare nel settore della cioccolata e che poi ha rivolto il suo interesse a un'altra azienda. Poi è stata la volta di una cinese di Prato che aveva riunito dei soci connazionali, pronti a trasformare Catinari in ambasciatore del cioccolato in Cina e nel mondo o a comprare tutta l'attività. Anche in questo caso l'accordo è sfumato per le perplessità di Roberto Catinari che vorrebbe poter consegnare a qualche suo allievo le chiavi (di cioccolata) del suo mestiere e della sua azienda. Altre due offerte di imprenditori della zona sono ancora sul tavolo e Catinari ci sta pensando, Senza decidersi al gran passo.

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Le uova personalizzate. Intanto nel suo laboratorio in cui lavorano in questo periodo 12 persone continua a seguire la produzione delle sue uova con la consueta attenzione alle materie prime e alla manualità artigiana. Molte le richieste di uova personalizzate, sia nel gusto che, ancora di più, nella decorazione. «Portano i disegni che vogliono vedere realizzati - spiega - le frasi da mettere sulle uova, le sorprese da inserire». Quest'anno tante richieste sono legate a Cenerentola (c'è il film in arrivo) e Catinari ha fatto anche la scarpetta di cioccolata. Molto richiesti anche animali, personaggi Disney e l'eterno Calimero che esce dall'uovo, a suo modo in tema con la Pasqua. La richiesta più singolare è quella di un marito spiritoso che ha voluto far trovare alla moglie una sorpresa hot, facendo chiudere nell'uovo un fallo, esso pure di cioccolato, diligentemente eseguito dal laboratorio Catinari come un qualsiasi altro soggetto.

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Slitti guarda al mondo. La preoccupazione di  Slitti è soprattutto quella di accontentare le richieste dei clienti lontani. Le spedizioni per l'export coprono il 50% delle vendite (l'altra metà viene dal negozio di Monsummano Terme). Per questa Pasqua dal laboratorio Slitti (15 persone al lavoro, altre 10 impegnate nel negozio) usciranno 8.000 uova, in parte decorate a mano, in parte confezionate. La proiezione internazionale è fondamentale per una ditta che vende i suoi prodotti in 25 paesi attraverso negozi del settore e propri punti vendita.

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Un'espansione che non si ferma. Il 10 maggio Slitti aprirà a Shanghai un negozio monomarca, il secondo in Cina, poi sarà la volta di un negozio Slitti anche a Nuova Delhi, la prima bandierina piazzata in India. «La capacità di acquisto è leggermente diminuita - dice Andrea Slitti -  ma il nostro fatturato è aumentato, segno siamo riusciti a raggiungere un maggior numero di clienti, puntando anche sul contenimento dei costi. Decorazioni meno sofisticate e uguale attenzione alle materie prime per garantire un giusto rapporto qualità-prezzo». Costanti le vendite in Australia e Stati Uniti, in Germania (la quota maggiore di mercato), in crescita quelle in Cina e nei Paesi arabi. Uova a parte, la Pasqua resta un buon momento, «perché trascina in alto le vendite di tutti i prodotti di cioccolato».

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Il boom de La Molina. «Questa Pasqua è andata oltre ogni più rosea aspettativa». Non si nasconde Elisabetta Cafissi, l'imprenditrice pratese che dal 2010 ha trasformato il laboratorio La Molina di Quarrata in un'impresa e da un anno è proprietaria dell'azienda, dopo l'uscita dei due fondatori, i fratelli Riccardo e Massimiliano Lunardi. Cafissi è affiancata da Riccardo Fattori, artista-designer  e socio a cui si devono la grafica e il packaging che sono parte importante del successo del marchio. «Ma Riccardo è un socio a tutti gli effetti - aggiunge Cafissi - interviene anche sul prodotto». Sua, per esempio, è l'idea dell'ovetto sotto vetro, il grande successo di questa Pasqua.

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«E' un uovo piccolo, venduto in un barattolo di vetro, che ricorda un uovo di struzzo, anche nell'apparenza, nella sua versione bianca caramellata con puntini neri di cacao (l'altra è quella nera, al fondente 64%) - spiega Cafissi -  Lo chiamiamo anche “uovo alla coque”, perché tolta la calotta,   l'uovo è riempito di crema spalmabile al gianduia e può essere svuotato con il cucchiaio». Le confezioni degli ovetti sono andate praticamente a ruba  nei negozi. «Sono venuti da Siena per acquistarli allo spaccio dell'azienda». Ma le uova non resteranno legate solo alla Pasqua. La Molina le produrrà tutto l'anno, partendo dal presupposto che l'uovo mantiene comunque il suo valore simbolico di buon auspicio per tutto l'anno e dunque è giusto svincolarlo dal periodo pasquale.

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E a proposito di sdoganamenti, La Molina ha da poco presentato a Taste la linea dei cioccolati salati (con l'aggiunta di noccioline, cristalli di sale e salvia, peperoncino e pepe) che hanno riscosso grande attenzione.
«Aumentano i nostri estimatori - dice Cafissi - comprano pezzi più piccoli, ma fanno attenzione alla qualità, agli ingedienti». Con quindici  dipendenti fissi (più i soci e i collaboratori) e un milione e mezzo di fatturato, La Molina «deve  ancora crescere, poi se ci saranno investitori pronti a scommettere su di noi potremmo pensare anche ai negozi». Intanto Cafissi si gode una soddisfazione: da Harrod's a Londra la prima vetrina di food per Pasqua espone i prodotti La Molina. Il prossimo appuntamento è a Tutto Food a Milano, nell'ambito dell'Expo dove sarà presentato il nuovo catalogo.

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