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Quella macchia fantasma sul muro dell’antica chiesa

Elisa Valentini
Quella macchia fantasma sul muro dell’antica chiesa

Piteglio, bianca e grande alcuni metri quadri appare e scompare nel giro di poche ore sul muro della Pieve che ospita proprio la reliquia del latte della Madonna

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PITEGLIO. Una grande macchia bianca, lattea, di circa un metro per tre. È lo strano fenomeno che da oltre un anno alcuni componenti dell’associazione culturale Armonia hanno osservato su un muro esterno dell’oratorio della Compagnia, a fianco della Pieve di Santa Maria Assunta, a Piteglio, la chiesa che ospita da secoli la reliquia del latte della Madonna. Una macchia misteriosa, come l’ha definita Giuseppe Mucci, il primo abitante del paese ad averla notata. Misteriosa non solo per la natura della sostanza bianca (e la mente va subito alla reliquia), ma soprattutto per le sue brevi e sporadiche apparizioni.

«Da qualche anno abito di fronte all’oratorio – spiega Mucci – la prima volta notai la macchia per caso. Era il dicembre 2013, e siccome quel muro è esposto a Nord non ci feci troppo caso: pensai che fosse brina. Poi la macchia scomparve. Nell’aprile successivo la vidi di nuovo: non era brina. Così scattai qualche foto. La macchia ricomparve il 30 novembre e allora iniziai a pormi delle domande. Poi niente fino allo scorso 28 marzo, quando l’ho vista di nuovo e l’ho fotografata ancora. Il giorno dopo era già scomparsa».

Una storia curiosa che non può non richiamare il culto del latte, che forse Piteglio celebrava già in epoca pagana, in connessione con la Grande Madre, e che poi si è trasformato nel culto del Latte della Madonna col cristianesimo. Ciò, si presume, possa derivare dalla presenza di una polla galattofora, ovvero di acqua calcarea, sotto la torre campanaria, la cui colorazione bianca richiamerebbe appunto il latte.

«La macchia potrebbe essere generata dall’acqua calcarea che fuoriesce periodicamente anche dalla base del campanile – prosegue Mucci – ma la cosa più strana è che resta per un giorno, forse meno, e poi scompare».

L’aura di mistero, insomma, resta, tanto più che il fenomeno si presenta sul muro esterno corrispondente all’altare con la scritta Abissus Gratiae, che osputa la reliquia. «Un invito – conclude Mucci – a chiunque, munito di conoscenze scientifiche, voglia contribuire a spiegare il fenomeno».

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