Il dolore
Ora Barli si appella al Papa e a Mattarella
«Per riavere i miei figli stavolta siamo pronti a occupare il Colosseo». L’avvocato si dissocia
PISTOIA. Pronti a «occupare il Colosseo e a sollevare la piazza romana». Stefano Barli e Catiuscia Grossi minacciano nuove eclatanti azioni di protesta e si appellano al Papa per riavere i propri figli a casa. Il loro legale però, si dissocia dalla posizione della coppia.
«Il Tribunale – spiega infatti l’avvocato Simone Castagnoli, del foro di Pistoia – ha nominato tre periti per fare una nuova valutazione sia sui genitori che sui bambini. Questa perizia, che proprio noi – dice - avevamo richiesto, ci fa ben sperare. Il procedimento è aperto e qualsiasi altra azione – sottolinea Castagnoli - risulterà dannosa». I due bambini, di 5 e 8 anni, sono stati allontanati dalla famiglia di origine un anno fa, il 2 aprile 2014, su disposizione del Tribunale dei minori di Firenze e a seguito della relazione firmata dai servizi sociali del Comune di Pistoia.
A dodici mesi di distanza dall’allontanamento, Stefano e Catiuscia hanno indossato il lutto al braccio e si sono appellati a papa Francesco, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente del consiglio, Matteo Renzi, per riabbracciare i propri figli. I due bambini non sono ancora stati affidati a un’altra famiglia, come disposto dal Tribunale. Attualmente dunque, restano nell’istituto religioso fiorentino che li ha accolti un anno fa. «Adesso basta – dice Barli - Sono i nostri figli. Noi li abbiamo fatti e con noi devono stare».
Il venditore ambulante, 57 anni, adesso minaccia di portare la protesta a Roma. «Il Battistero di Pistoia – spiega – non lo guardo nemmeno più. Se non mi ridaranno i bambini in poco tempo, andrò dritto al Colosseo e mi rivolgerò alla Corte di Strasburgo». La disperazione della coppia era già sfociata in azioni clamorose di protesta.
L’ultima “arrampicata” in piazza Duomo, l’ennesima dalla primavera 2014, risale allo scorso gennaio. E’ stata la chiamata del ministro della giustizia Orlando, arrivata in diretta tv durante la trasmissione “Chi l’ha visto?”, a convincere i coniugi Barli a scendere dal Battistero dopo quasi tre giorni di permanenza.
«Ma le speranze che ci avevano dato durante l’incontro con il ministro – spiega Stefano, ricordando le aspettative di un ritorno a casa dei bambini entro giugno – sono state disattese. I tempi si allungano e questa è una tortura. Ho una casa e un lavoro. Cosa vogliono di più?».
«I servizi sociali – torna ad accusare l’ambulante – ci hanno ostacolati in ogni modo. Noi non possiamo più aspettare. Vogliamo sentirci dire che esiste un progetto di rientro a casa per i nostri figli. A questo punto non ci resta altro che “piantare” una protesta a Roma, sollevare le piazze e far conoscere la nostra storia».
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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