Italia
Il futuro del turismo viaggia sui binari storici
Regioni e istituzioni locali d’accordo per fare della Porrettana un’attrazione usando le stazioni come punti informativi e di partenza per conoscere il territorio
PISTOIA. La voglia di mettersi finalmente tutti insieme per valorizzare il mondo della Porrettana, nel suo complesso, per far sì che una delle ferrovie più vecchie d’Italia possa diventare un’attrazione turistica e un punto di forza del territorio, anziché rischiare la chiusura, come è successo di recente.
Sembra questo il passo intrapreso dalle istituzioni, con in testa Regione Emilia Romagna e Regione Toscana unitamente a tutti i Comuni coinvolti, le associazioni e le Pro Loco, per stilare un programma che possa arrivare fino al 2020 per garantire un futuro alla “Ferrovia Trans-appenninica”.
E proprio questo è stato il titolo dell’incontro che si è tenuto ieri in Sala Maggiore di palazzo Comunale dopo che queste tavole rotonde erano già state organizzate a Porretta Terme.
Si tratta di un progetto ambizioso che potrebbe portare la Porrettana, con le dovute proporzioni, a fare invidia ad altre linee ferrate italiane, soprattutto dell’Alto Adige, che pure muovono milioni di turisti durante un intero anno. Con questo obiettivo ben fisso in testa, le varie istituzioni si stanno organizzando su vari punti.
In questo piano, infatti, si parla di andare ad incentivare il turismo di nicchia per valorizzare le eccellenze del territorio arrivando così alla realizzazione di percorsi paralleli da sviluppare con l’utilizzo della ferrovia incentivando anche il “Trekking in treno”. La ferrovia diventerebbe insomma l’asse portante di una rete più ampia e diffusa di iniziative che innerverebbero tutto il territorio toccato dai binari. Una rete che dovrebbe avere come punto base le stazioni e i convogli in transito per un turismo sostenibile e lento oltre che per chi si vuole avventurarsi in escursioni sulla montagna pistoiese.
Ma non finisce qui, perché si vuole creare dei veri centri informativi in alcune stazioni, già individuate in Piteccio, Pracchia e Ponte alla Venturina, dove il turista potrà avere tutte le informazioni su ciò che lo circonda.
Ma non bisogna dimenticare che la ferrovia viene utilizzata anche per lavoro. Quindi ci sarà da considerare la mobilità di tutta la montagna, con Pracchia e Porretta Terme che in questo caso dovranno diventare gli snodi centrali di tutto il traffico, per non parlare dello sviluppo del trasporto merci per quanto concerne soprattutto l’acqua e il legname.
Infine, l’idea è quella di fare della ferrovia Porrettana una sorta di “scuola a cielo aperto” che possa diventare il fulcro di gite didattiche alla scoperta dell’ingegneria, della fisica e dell’ambiente oltre che arrivare, come ultimo step, alla creazione di un marchio territoriale di qualità.
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