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Pistoia

Pistoia ricorda i martiri della Fortezza

Pistoia ricorda i martiri della Fortezza

Cerimonia in Comune alla presenza del sindaco Bertinelli e di alcune classi delle medie e superiori

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PISTOIA. Si è tenuta ieri nella Sala maggiore del Palazzo comunale la cerimonia di commemorazione dei “Ragazzi della Fortezza” i quattro giovani pistoiesi che nel 1944 rifiutarono di arruolarsi nelle file dell’esercito della Repubblica di Salò e vennero, con l’accusa di disertori e renitenti, incarcerati dalle milizie nazifasciste e poi fucilati, il 31 marzo, alla Fortezza Santa Barbara. Non essendo possibile quest’anno effettuare la cerimonia alla Fortezza a causa dei danni provocati dal maltempo del 5 marzo scorso, il sindaco Samuele Bertinelli insieme con il Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane, hanno ricordato le quattro giovani vittime «idealmente con il cuore e la mente di fronte alla lapide che commemora il loro sacrificio, collocata nel ‘48 all’interno della Fortezza», ha detto Bertinelli, prima di chiedere un minuto di silenzio al folto pubblico in Sala maggiore. Presenti autorità civili e militari di tutta la provincia, familiari, associazioni partigiane dei combattenti e dei reduci e alcune classi delle scuole medie e superiori della provincia accompagnati dagli insegnanti.

Alvaro Boccardi, Aldo Calugi, Lando Vinicio Giusfredi, Voloris Poli avevano poco più venti anni: «Non furono né disertori né renitenti – ha ricordato Bertinelli - fu un atto di Resistenza. Poco più grandi dei ragazzi che oggi partecipano a questa cerimonia scelsero i valori ultimi di libertà, giustizia, pace e ripudio della guerra». Affrontarono la morte guardando negli occhi i loro coetanei del plotone di esecuzione, morirono con onore come scrisse uno di loro, Aldo in uno straziante biglietto inviato alla madre e con eroico coraggio come ha sottolineato il Presidente Napoletano nel 2007 assegnando loro la medaglia d’oro al valore civile. «Anche Pistoia conobbe tra le proprie strade e piazze, l’orrore della guerra e della violenza e non vi fu quartiere che non pianse la morte di un innocente», ha detto Bertinelli ricordando alcuni episodi e le loro vittime civili. Sempre nell’intento di tramandare la memoria storica di questi eventi nelle scorse settimane il vicepresidente dell’Anpi Renzo Corsini e lo storico Filippo Mazzoni hanno tenuto una conversazione e una lezione alle due classi presenti alla cerimonia, la 3 B della “Leonardo da Vinci” e una classe dell’Istituto Agrario.

Mariella Frosini

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